Addio a Perico, mastino romantico: l’ultimo difensore dell’Ascoli di Rozzi e del calcio pane e salame

C’era una volta il calcio delle radioline che gracchiavano emozioni e delle scarpe allacciate male, il calcio che sapeva di sudore, fango e poesia inconsapevole. Oggi se n’è andato uno dei suoi interpreti più sinceri: Eugenio PERICO, bandiera dell’Ascoli di Costantino Rozzi, simbolo di un’epoca in cui i difensori non facevano scena ma sostanza. Marcavano l’uomo, spazzavano l’area, e se serviva “toccavano” anche l’attaccante, perché il mestiere era mestiere e non chiedeva scuse.

Settantiquattro anni, malato da tempo, Perico rappresentava il prototipo del mastino anni Ottanta: arcigno, affidabile, silenzioso. Nato a Curno, bergamasco nell’anima prima ancora che nei documenti, trovò ad Ascoli la sua consacrazione. Otto stagioni da pilastro, una promozione in Serie A, un record di presenze in bianconero tra A e B rimasto lì, come una targa sul muro della storia. In quell’Ascoli popolare e geniale, guidato dal simpaticone Rozzi, Perico era certezza: uno che non tradiva mai.

Poi il ritorno a casa, all’Atalanta, con due promozioni in tre anni e l’ultima passerella da professionista nella finale di Coppa Italia contro il Napoli, entrando quando le luci erano già forti e il destino scritto. Ma non era un addio, era solo un cambio di ruolo. Da allenatore e formatore, Perico vinse quattro scudetti con i Giovanissimi nerazzurri, insegnando ai ragazzi non solo a difendere, ma a stare al mondo.

Severo, sì. Giusto, soprattutto. Persino la politica locale lo vide protagonista, candidato sindaco per senso civico, non per vanità. Oggi resta il ricordo di un calcio pane e salame che diventava poesia senza saperlo. E di un difensore che, senza mai chiedere applausi, si è preso il rispetto di tutti.

Tutta la redazione di PianetAzzurro si stringe commosso al dolore dei cari del povero mister.

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Vincenzo Letizia
Vincenzo Letizia, giornalista sportivo napoletano classe 1972, ha collaborato con numerose testate nazionali e locali, tra cui Il Golfo, Il Tempo, La Verità, Cronache di Napoli e Il Corriere di Caserta. Ha raccontato il calcio in radio e in TV, partecipando a trasmissioni come Campania Sport, Pane e Pallone, Area Azzurri e ideando format come PianetAzzurro TV. Dirige il portale sportivo pianetazzurro.it e coordina progetti editoriali dedicati all’informazione e al territorio. Accanto al lavoro giornalistico coltiva la scrittura creativa: ama il mare, la montagna, la natura e il punto esatto in cui sogno e nostalgia si trasformano in poesia.
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