Roberto Rosetti sul VAR: «Meno tecnologia, più centralità all’arbitro»

Un richiamo alla centralità dell’arbitro sul terreno di gioco e una stretta decisa sull’invadenza della tecnologia. Roberto Rosetti, presidente della Commissione Arbitri UEFA, traccia la rotta per le prossime stagioni: ridurre l’uso eccessivo del supporto video per restituire fluidità, spettacolarità e responsabilità decisionale a chi impugna il fischietto. «Questo è calcio, non Playstation», chiarisce con fermezza, puntando a eliminare le peritaggi microscopici per restituire il gioco alla sua natura originaria.
Torniamo ai primi anni: interventi solo mirati. Non va bene aspettare la chiamata del VAR.
«Non mi rende felice l’utilizzo eccessivo del Var: in questi ultimi tempi sta succedendo. L’ho visto nascere e vorrei che si tornasse all’utilizzo mirato di una volta: oggi, invece, succede che si vadano a cercare cose microscopiche. E non va bene. Se un episodio è macro, beh, lì ci deve essere l’arbitro. Serve tornare all’origine dell’intervento del Var. E servono arbitri più precisi, forti e coraggiosi per utilizzarlo meno. Sia chiaro: abbiamo “VMO” di livello altissimo in Europa. Altissimo. Ma bisogna intervenire in situazioni chiare ed evidenti, non microscopiche.»
A volte c’è paura di sbagliare?
«Vedere che gli arbitri aspettano il Var, beh, non va bene. I direttori di gara devono essere decisionisti e non… attendisti della sala Var
Qualcuno è anche arrivato a pensare — paradossalmente parlando — che ad arbitrare è il Var.
«Questo no, figuriamoci. La centralità dell’arbitro è sacra. L’arbitro dev’essere centrale, coraggioso, deve decidere, vedere bene. Ripeto: il Var non arbitra o riarbitra la partita. Il Var è un supporto. È football, non playstation.»
Curiosità: il Football Video Support come in Serie C verrà preso in considerazione?
«Nelle competizioni Uefa no, non lo adotteremo
Il Var sui secondi gialli (da togliere in caso di errore evidente e non per assegnarlo) è una bella introduzione: visti diversi errori in giro per l’Europa.
«Assolutamente sì, molto utile. Quest’anno si sono viste situazioni, anche in Italia (Inter-Juventus, ndr) o in Olympiacos-Barcellona e Burnley-Nottingham Forest, con errori di secondo giallo non più ammissibili. Il primo giallo può capitare, sia chiaro, è una decisione di chi è in campo; ma il secondo è espulsione e quindi è inutile che dica che può interferire sulla partita in maniera netta.»
Ma il Var può però intervenire in due casi di primo giallo.
«Se intervenisse sempre sui primi gialli sarebbe la fine: lì c’è la decisione da campo, sbagliata o giusta sia chiaro. Allora: per il primo giallo succede in caso di “scambio di persona”; se viene ravvisato, per esempio, uno “step on foot” sanzionato e non reale, dato da un altro giocatore rispetto a quello sul quale l’arbitro si è indirizzato, si toglie. Oppure in zona di rigore per la simulazione
Ecco un altro punto-cardine dell’arbitraggio: combattere le decine di simulazioni.
«Spesso ho visto esagerazioni. E certamente non va bene. Come le dicevo il Var può intervenire in casi dentro l’area di rigore: ma stiamo studiando, ragionando tutti su come “debellare” questo brutto costume. A volte si tende ad esagerare…»
Cambiamo scenario sul quale si è discusso molto: la mano davanti alla bocca. Al mondiale ci sono state due espulsioni, in ambito Uefa non ci sarà il rosso diretto, giusto?
«Esatto. Non ci sarà il rosso automatico. Niente espulsione. Se sarà “almeno” giallo? Dipende, sarà a discrezione dell’arbitro. Se il direttore di gara capisce un fare provocatorio o anche di portata maggiore, beh, allora l’ammonizione può scattare sì
Dai cinque secondi conteggiati palesemente per il portiere che ritarda il calcio di rinvio (pena: calcio d’angolo per gli avversari), al 10″ per le sostituzioni, al Var che può intervenire ma in fretta sul calcio d’angolo assegnato in modo errato, i tempi per le sostituzioni: tutto porta al velocizzare, al non perdere tempo inutilmente.
«Il calcio è fatto anche di intensità, bisogna ridurre le lungaggini e questa è la linea da mantenere, salvo poi agire grazie al recupero
Centralità dell’arbitro, meno Var possibile e…?
«L’importanza dei capitani. Bisogna riconsiderare la figura dei capitani. Con rispetto reciproco tra loro e gli arbitri, questo è necessario. Va spiegato tutto ma senza che si creino i capannelli e i raduni di massa attorno all’arbitro a sbraitare o gesticolare. Siamo sempre lì: al rispetto delle parti. Vicendevole. È una delle basi del calcio
La linea tracciata dalla Commissione Arbitri UEFA è nitida: restituire fluidità e autorevolezza al campo, trasformando la tecnologia in un paracadute per sviste colossali anziché in una lente d’ingrandimento sui dettagli insignificanti. Meno attesa, più decisione: il futuro del calcio passa per il ritorno del coraggio individuale.

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Vincenzo Letizia
Vincenzo Letizia, giornalista sportivo napoletano classe 1972, ha collaborato con numerose testate nazionali e locali, tra cui Il Golfo, Il Tempo, La Verità, Cronache di Napoli e Il Corriere di Caserta. Ha raccontato il calcio in radio e in TV, partecipando a trasmissioni come Campania Sport, Pane e Pallone, Area Azzurri e ideando format come PianetAzzurro TV. Dirige il portale sportivo pianetazzurro.it e coordina progetti editoriali dedicati all’informazione e al territorio. Accanto al lavoro giornalistico coltiva la scrittura creativa: ama il mare, la montagna, la natura e il punto esatto in cui sogno e nostalgia si trasformano in poesia.
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