Infortuni Napoli e retroscena Fiorentina: le verità di Castellacci e Brovarone a Stile TV

Tegola Alisson Santos e i tempi di recupero per Meret e McTominay: il punto medico di Castellacci

I recenti stop fisici in casa azzurra e le condizioni dei protagonisti della rosa sono stati scrutati con lente d’ingrandimento da Enrico Castellacci, ex medico sociale della Nazionale italiana. L’esperto ha tracciato un quadro clinico chiaro sui tempi di rientro dei giocatori attualmente ai box, soffermandosi in particolare sulla lesione muscolare di Alisson Santos e sui problemi che hanno fermato Meret e McTominay.

«Lesione al bicipite femorale per Alisson Santos? Non so se si tratta di medio o basso grado perché si suppone che, visto si parli di 40-45 giorni, sia di secondo grado. Quindi, con rottura di qualche vaso sanguigno e di fibra muscolare, il recupero è sempre di un mese e mezzo. Meret ha avuto una lesione all’adduttore e, se non ricordo male, era di basso grado, quindi dovrebbe recuperare prima: nel giro di un mese dovrebbe essere ok».

Castellacci ha poi analizzato l’intervento di ablazione a cui si è sottoposto Scott McTominay per risolvere un’aritmia benigna, rassicurando sull’esito e sulla gestione del caso:

«Stessa cosa per McTominay. Con l’ablazione, se il ragazzo recupera velocemente, nel giro di un mese si può rientrare in campo, quindi ben venga questa sosta. L’aritmia di tipo benigno dà fastidio ma non fa interrompere l’attività, per cui i medici si saranno resi conto che il giocatore non poteva continuare a giocare. Non è molto pericoloso, ma può diventarlo in futuro se non si interviene: l’alterazione del ritmo va corretta e hanno fatto bene a farlo».

Infine, una battuta sulle risentite problematiche muscolari di Anguissa e sulle parole della guida tecnica:

«Problemi muscolari per Anguissa non vuol dire nulla, ma la ricaduta è peggio, anche se bisognerebbe capire la ricaduta da cosa derivi. Problemi agli adduttori non è una diagnosi: Allegri fa bene a parlare così perché fa l’allenatore, sono altri a dover fare la diagnosi».


Fiorentina, la gestione Allegri e il retroscena Pedro Gonçalves: l’analisi di Brovarone

A completare il quadro è intervenuto l’agente sportivo Bernardo Brovarone, che ha offerto una panoramica ad ampio raggio sul momento della Fiorentina, sulla scelta del cambio in panchina e sull’impatto di Massimiliano Allegri, oltre a svelare un dettaglio di mercato su Pedro Gonçalves.

«La Fiorentina sta provando a togliere le gambe dall’ennesimo buco nero e ha iniziato benino. Venezia e Pisa sono stati due impegni in cui contava trovare l’amalgama e un’unità più che i valori individuali. La strada mi sembra giusta, ma aspetterei a dire che questo sia il momento peggiore per incontrarla. Il cambio di allenatore è stato un altro bagno di sangue inaspettato, ma andava affrontato subito: mancava la fiducia reciproca tra tecnico, squadra e società. Sono d’accordo con la scelta drastica, anche se, potendo scegliere, al posto di Grosso mi sarei tenuto Vanoli».

L’agente si è poi soffermato su Pedro Gonçalves e sulla sua condizione atletica precaria:

«Pedro Gonçalves ha avuto problematiche con lo Sporting, che aveva deciso di liquidarlo. Il trasferimento è avvenuto nell’ultimo giorno di mercato e nell’ultimo periodo era ai margini, per cui è indietro nella preparazione fisica. C’è da fare un lavoro nel recupero e gestirlo pian piano, anche se non conosco il motivo per cui lo Sporting abbia deciso di separarsene».

Parole di grande stima sono state espresse nei confronti di Massimiliano Allegri e della sua capacità di guidare lo spogliatoio nei momenti complessi:

«Ho grande stima per Allegri. Non cerco il risultato ai danni dello spettacolo, ma quando alleni squadre di un certo livello ciò che ti chiedono è vincere, e lui è uno che vince subito. È un maestro di gestione, sempre positivo. Modric mi diceva che ha sempre la parola giusta al momento giusto, e parliamo di un giocatore che al Real Madrid ha avuto i più grandi allenatori. Il Napoli, nonostante un mercato inesistente, ha un impianto apprezzabile, anche se senza McTominay si fa fatica. Al posto di Allegri non sarei tranquillissimo, ma resta una buonissima squadra, anche se non da scudetto».

In chiusura, una nota sui giovani talenti e sul lavoro dei dirigenti nel panorama calcistico attuale:

«Emanuele Rao non lo conoscevo, ma mi ha impressionato: ha dei mezzi non normali e una palla di fuoco. Su Manna a Lugano posso dire che mi ha impressionato, ma talvolta penso a come molte persone si rovinino quando raggiungono un certo livello, sentendosi chissà chi e cambiando modo di fare. Credo sia un errore molto grosso».

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