Muore a 90 anni Giuseppe Moschioni: portò il Foggia in Serie A e batté la Grande Inter

Prima di difendere il 3-2 contro la Grande Inter, Giuseppe Moschioni aveva protetto un traguardo mai raggiunto dal Foggia: la Serie A. La sua storia rossonera cominciò nel 1963, con una promozione immediata, e attraversò alcune delle domeniche che avrebbero definito l’identità calcistica della città. Il portiere friulano è morto a 90 anni: lascia il ricordo di una presenza decisiva nella prima stagione del club tra le grandi.

La notizia della morte di Giuseppe Moschioni, a 90 anni, riporta l’attenzione su uno dei protagonisti della prima affermazione del Foggia nel calcio di vertice. La scomparsa è avvenuta il 15 ottobre 2026, ma il suo nome resta legato alla promozione dei rossoneri nel 1964, alla vittoria sulla Grande Inter e a un episodio che segnò la storia dei portieri di riserva in Serie A.

Nato a Cividale del Friuli il 3 giugno 1936, Moschioni iniziò al Seregno in quella che ai tempi si chiamava Quarta Serie. Le sue parate e i suoi interventi stregarono gli osservatori del Brescia, che lo portarono immediatamente in biancoblù: grazie al suo salto di categoria, Moschioni riesce a partecipare ai Giochi del Mediterraneo con la nazionale Italiana di calcio nel 1959, un traguardo unico. Dopo 3 anni al Brescia, Moschioni sceglie Foggia: arrivò in Puglia nel 1963. Il trasferimento coincise con una stagione decisiva per il club: il Foggia del presidente Domenico Rosa Rosa e dell’allenatore Oronzo Pugliese conquistò per la prima volta la promozione nella massima categoria. Moschioni fu dunque parte della squadra che aprì una prospettiva fino ad allora inedita nella storia rossonera.

I numeri del campionato cadetto 1963-64 spiegano il peso del suo contributo: 38 partite disputate e 27 reti subite, in un torneo nel quale il Foggia rimase imbattuto per 24 giornate consecutive. La presenza del portiere in ogni incontro restituisce soprattutto la continuità del suo impiego. Non soltanto singole parate da ricordare, quindi, ma un’intera stagione affrontata da titolare, accompagnando la squadra verso il salto di categoria.

Il debutto in Serie A arrivò il 13 settembre 1964, a Firenze contro la Fiorentina. Dopo aver contribuito alla promozione, Moschioni difese così la porta rossonera anche nel primo confronto con la massima serie. Rimase protagonista nei tre campionati consecutivi disputati dal Foggia nella categoria a partire dal 1964-65: un passaggio importante per comprendere la sua carriera, che non si esaurisce nell’impresa della salita dalla B.

Il momento più celebre resta il 31 gennaio 1965. Allo Zaccheria, il Foggia di Pugliese sconfisse per 3-2 l’Inter di Helenio Herrera. Moschioni era il portiere di quella formazione, ricordata anche dal sito ufficiale del club attraverso gli undici scesi in campo. A firmare le reti rossonere furono Lazzotti e Vittorio Nocera, autore di una doppietta: tre gol contro un’avversaria che rappresentava il riferimento internazionale dell’epoca.

La dimensione del risultato si misura anche attraverso ciò che i nerazzurri avrebbero conquistato al termine di quella stagione: scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale. Per il Foggia, appena affacciatosi alla Serie A, battere quella squadra significò ottenere un risultato di valore ben superiore ai soli punti in classifica. Il ricordo pubblicato dal club nel 2020, a cinquantacinque anni dalla partita, conferma quanto quell’incontro sia rimasto centrale nella memoria sportiva cittadina.

Nel racconto della vittoria, il contributo di Moschioni non va separato da quello dei marcatori. L’estremo difensore diede il meglio di sé soprattutto nelle fasi finali, quando l’Inter cercò di evitare la sconfitta. È un dettaglio che restituisce il significato del suo ruolo in quella domenica: sostenere il vantaggio costruito dai compagni e contribuire a portare fino al fischio conclusivo un risultato destinato a diventare storico.

Un’altra partita lega Moschioni alla storia del campionato italiano, questa volta per una circostanza dolorosa. Il 5 settembre 1965, nella gara inaugurale della stagione contro la Juventus al Comunale di Torino, il portiere del Foggia dovette uscire dopo uno scontro con Vincenzo Traspedini. Al suo posto entrò Gastone Ballarini, ricordato come il primo portiere di riserva impiegato in una partita di Serie A.

La ricostruzione colloca l’incidente nella ripresa e riferisce un colpo al torace che rese necessario il cambio. La distinzione è importante: il primato appartiene a Ballarini, mentre Moschioni fu il titolare costretto a lasciargli la porta. I due nomi rimangono uniti nello stesso episodio, che trasformò un infortunio in una data significativa per l’evoluzione del ruolo e per la storia delle sostituzioni nel massimo campionato.

Il bilancio dell’esperienza foggiana è di 159 presenze. Un dato che affianca alle domeniche più note la sostanza di un percorso prolungato: la promozione, il confronto con la Serie A, le partite rimaste negli archivi senza diventare celebri. È in questa continuità, oltre che nel 3-2 all’Inter e nella staffetta con Ballarini, che si riconosce il posto di Moschioni nella storia del calcio italiano.

sprintesport.it

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