La caduta dei giganti: Milano ferma la marcia azzurra al PalaBarbuto
Il settimo sigillo non è arrivato, ma la prima caduta della Generazione Vincente Napoli Basketball non ridimensiona quanto di straordinario costruito finora. Dopo sei successi consecutivi, il cammino della squadra partenopea si ferma di fronte alla caratura e alla profondità dell’Olimpia Milano, che s’impone al PalaBarbuto per 82-98. In una cornice di pubblico straordinaria, bollente e gremita in ogni ordine di posto — con in parterre anche il sindaco Manfredi, il presidente Rizzetta e il numero uno della Federbasket Gianni Petrucci —, la truppa di coach Jasmin Repesa ha lottato con le unghie e con i denti per oltre mezz’ora, cedendo soltanto nel quarto finale di fronte al maggior cinismo e alla fisicità dei meneghini.
Per trenta minuti la partita è vissuta sul filo dell’equilibrio assoluto (25-18 al 10′, 38-43 all’intervallo lungo e 61-67 al 30′). Napoli ha risposto colpo su colpo grazie alle giocate d’autore e alla verve offensiva di Markel Brown (17 punti con 4/6 da tre) e alla solida prova sotto le plance di White (10 punti e 8 rimbalzi), ben supportati dagli spunti di Caruso e Cole. Tuttavia, la difesa asfissiante di Milano ha progressivamente imbrigliato i fari del gioco azzurro, limitando l’impatto da fuori di Seljaas e Ramsey e trovando l’allungo decisivo nell’ultimo periodo, dove il passivo finale ha assunto contorni fin troppo severi rispetto a quanto espresso dal campo.
L’analisi di Repesa tra autocritica e arbitri: «Sconfitta salutare, ora reset in Eurocup»
Nel dopogara, coach Jasmin Repesa ha analizzato il verdetto con la consueta lucidità e trasparenza, senza cercare alibi ma senza nemmeno drammatizzare. «Queste sfide si giocano sui 40 minuti e stasera non abbiamo avuto la pazienza e la lucidità necessarie nelle letture giuste contro una corazzata come Milano», ha esordito il tecnico. Non è mancata una stoccata garbata alla direzione di gara («Noi potevamo fare meglio, ma anche gli arbitri potevano fare molto meglio»), unita alla consapevolezza di aver affrontato una squadra capace di permettersi il lusso di tenere fuori campioni del calibro di Guduric, Burnell e Booker.
In chiave prospettica, l’allenatore azzurro invita l’ambiente a mantenere le giuste proporzioni e a ritrovare subito l’energia necessaria: «Può essere che ci volesse una sconfitta così, perché tutta la città stava volando molto in alto per questo nostro inizio e per fortuna non siamo andati sopra le nuvole, altrimenti la caduta sarebbe stata pesante». L’occasione per cancellare subito il passaggio a vuoto si presenterà già mercoledì sera a Fuorigrotta, quando il Napoli tornerà sul parquet per incrociare le armi contro il Tofas Bursa nella sfida cruciale di Eurocup.
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