Gian Piero Gasperini (agf) ROMA – “L’Atalanta non verrà smantellata. Anzi, si rafforzerà”. E’ la promessa di Gian Piero Gasperini dopo aver raggiunto lo storico traguardo dell’Europa League. Da tempo si parla di un possibile addio di Gomez e Kessié a fine stagione. Il tecnico nerazzurro getta acqua sul fuoco: “Se andassero via non saremmo più competitivi… Un pezzo pregiato potrebbe anche partire ma verrebbe adeguatamente rimpiazzato. L’Atalanta, manterrà la sua identità. Il presidente Percassi quello che incassa poi lo investe, per lo stadio, per le strutture giovanili, per la squadra”.
ATALANTA-MILAN 1-1: GOL / PAGELLE
CONTI MI RICORDA TARDELLI – Con Kessié ormai a un passo dal Milan, si capisce che Gasperini si sta battendo soprattutto per trattenere il “Papu’ Gomez: “Lui è il simbolo di questa squadra. Ha fatto un campionato da giocatore importante, da fuoriclasse. Però devo dare merito a tutta la squadra che è stata straordinaria. Tra i giovani meno nominati c’è Conti che ha fatto 8 gol. A me ricorda il giovane Tardelli, è andato oltre le più rosee previsioni”. Nessuno pensava in una stagione del genere, neppure il tecnico nerazzurro: “L’inizio è stato difficile, soprattutto per me, c’era forse una attesa esagerata. Prima del Napoli avevamo realizzato 6 punti in 6 partite. Eravamo alla ricerca della nostra identità, dopo un po’ di adattamento sono venute fuori le cose migliori. Certo nemmeno io immaginavo una evoluzione così fantastica di alcuni ragazzi che in poco tempo hanno raggiunto prestazioni di altissimo livello”.
IL NOSTRO SETTORE GIOVANILE SORPRENDE SEMPRE – Il segreto dell’Atalanta sta nella ‘cantera’ di Zingonia, che quest’anno ha sfornato tanti giocatori, Gasperini precisa. “Mi sono portato avanti, ho portato in prima squadra giocatori del ’99 e per i prossimi 2-3 anni sarà difficile avere calciatori ancor più giovani in prima squadra ma c’è un tessuto importante, il nostro settore giovanile ha sempre grandi sorprese da portare ogni anno”.
PUNTEREMO ALL’EUROPA LEAGUE – Per il prossimo anno Gasperini guarda ancora più in alto: “L’ambizione è quella di mettere l’Europa League davanti al campionato. L’Europa League è diventata una competizione difficile con squadre forti, alle volte si esce per demerito e non perché si snobba il torneo. Arriveremo cercando di essere più competitivi possibili”. Una mentalità europea, quindi, per la Dea anche se lui, in Europa, non ha mai pensato di mettere radici: “Da tempo ho fatto la scelta di restare ad allenare in Italia. L’unico Paese che veramente mi attirava davvero era l’Inghilterra ma credo che al di là dei soldi ci sia una questione legata alla qualità di vita. Il nostro campionato non ha nulla da invidiare agli altri e lo dimostrano le ultime giornate, non è mai stato così equilibrato, ci sono tante squadre con situazioni aperte in testa e in coda”.
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Fonte: Repubblica


