
A destra e a sinistra. Ramos. Piqué. Busquets. Poi Isco che si abbassa e prova a inventare. Tutto chiuso. E allora: Ramos. Piqué. Busquets. Questa volta la Spagna prova ad allargarsi: c’è Jordi Alba. Che però deve ritornare indietro e ripartire. Così, per 120 minuti. Estenuanti. Un muro invalicabile, che gli spagnoli non hanno soprattutto saputo superare. Non un piano B. Nessuna novità. Con il nuovo record assoluto di passaggi in un Mondiale stabilito, e un possesso palla pazzesco, quasi intorno al 79%. Il risultato? Che ai rigori hanno festeggiato i russi, e la Spagna lascia per la seconda volta una Coppa del Mondo senza aver perso nemmeno una partita. Come nel 2002, out sempre dal dischetto e out sempre coi padroni di casa. Dalla Corea alla Russia, una squadra, quella di Cherchesov, che ha scelto di non giocare, volontariamente, senza regalare spettacolo ovvio, ma i 70mila sugli spalti a fare il tifo, contro i 3mila spagnoli, hanno capito che andava bene così. Che quello fosse probabilmente l’unico modo per portare una squadra inferiore sotto molti punti di vista ai quarti di un Mondiale per la prima volta nella sua storia. Inutili allora i mille e cento quattordici passaggi tentati dagli spagnoli. Sì, più di mille! Mai così tanti in una Coppa del Mondo. Dei quali mille e e sei andati a buon fine, con un’ovvia precisione del 90%. Perché spesso tutti orizzontali, senza mai trovare il varco. Lenti. E alla fine la tattica della Roja è stata una sorta di suicidio.
Fonte: SkySport
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