
La storia del calcio ci ha ormai abituato a racconti in cui la realtà sembra superare la fantasia, e quello della genesi del gol “alla Del Piero”, in un certo senso, lo è. C’era un tempo, infatti, in cui Del Piero segnava solo gol “alla Del Piero” e, ancora più incredibilmente, solo in Champions League. Il primo, quello nel 3-1 contro il Dortmund, coincide con la sua prima presenza in Champions, e se ce lo permettete è ancora una sorta di bozza, pur in tutto il suo splendore.
Il gol “alla Del Piero” perfetto arriverà due settimane più tardi, sempre in Champions League, questa volta contro la Steaua Bucarest: ancora un lancio in profondità per Del Piero, che in questo caso non deve nemmeno retrocedere per posizionarsi sulla sua zolla, quella al vertice dell’area. Il suo aggancio, magico, gli permette di trovarsi già nel punto giusto e di doversi concentrare esclusivamente sullo sbilanciamento dell’avversario che lo cura a distanza ravvicinata. Il gol contro il Borussia Dortmund ha già fatto il giro del mondo, quindi è lecito pensare che difensore e portiere sappiano cosa aspettarsi quando Del Piero arpiona il pallone in quella zona: eppure lui con una finta ruba un po’ di spazio al suo marcatore, poi si sposta il pallone sul destro e con la fluidità di chi ha ripetuto quel gesto migliaia di volte e non ha bisogno di guardare la porta per vederla, calcia nel sette, a giro, con la stessa parabola che scende dopo aver beffato il portiere. E due. Il 18 ottobre, a poco più di un mese dalla “nascita”, arriva anche il terzo. Con qualche variante, dato che la zolla si è leggermente spostata e che si tratta di un calcio di punizione (a due: Del Piero la tocca per Paulo Sousa che gliela ferma), ma il risultato non cambia: palla sotto l’incrocio più lontano, il portiere dei Glasgow Rangers scavalcato nonostante “sapesse”, avvisato dai due indizi seminati nelle due precedenti gare di Champions.
Tre reti realizzate in modo quasi identico nell’arco di un mese: dite che possono bastare per appropriarsi della paternità di un gesto tecnico? Per la comunità calcistico-scientifica sì: nessuno segna gol “alla Del Piero” meglio e più frequentemente di Del Piero, per cui potremmo dire che il copyright viene assegnato per evidenti meriti sportivi. Poco importa che dopo quelle reti Del Piero getti via lo stampino, concentrandosi in carriera su mille altri modi diversi di fare gol: nell’immaginario collettivo quello resterà per sempre il “suo” gol. E ancora oggi, negli oratori di mezzo mondo, chi ci prova si sente un po’ Del Piero.
Fonte: Sky
Il tecnico giallorosso parla alla vigilia della sfida di Genova contro i blucerchiati: “Alessandro potrebbe essere in campo dall’inizio. Patrick ha avuto un…
I viola disposti a pagare l’intero ingaggio al montenegrino, ma serve che l’Inter abbassi le pretese economiche per agevolare il prestito. Conte mette sul…