TORINO – “Rifarei le stesse scelte”. Nessuna marcia indietro. Niente mea culpa. Alla vigilia di Juve-Sassuolo, Massimiliano Allegri difende la scelta di avere schierato una formazione ampiamente rimaneggiata giovedì sera contro la Fiorentina in Coppa Italia. “Anche io vorrei vincere sempre, mi arrabbio quando perdiamo, ma abbiamo analizzato serenamente la partita e, a parte i primi sette minuti del primo tempo, abbiamo offerto una buona prova. Ovvio, dovremmo evitare certe disattenzioni sulle ripartenze degli avversari, ma la prestazione della squadra non è da buttare. E’ normale che ora la Fiorentina abbia un vantaggio, ma la Juve può tranquillamente andare a Firenze a fare due gol”.
Poi, chiamato a commentare la triste attualità del Milan, Allegri si toglie un sassolino dalla scarpa: “I rossoneri stanno attraversando un momento delicato, ma il calcio è fatto di cicli, come la vita. Il Milan ha nei dirigenti la qualità per venirne fuori”. Insomma, per la ripresa, più che sulle capacità del nemico Inzaghi, l’ex tecnico rossonero scommette sull’esperienza di Galliani e compagnia.
Tornando alla Juve, Allegri ammette certi sbandamenti in difesa (“ultimanente abbiamo preso più gol rispetto al girone di andata”), frutto di un calo di concentrazione (“dobbiamo lavorare sull’attenzione”) e di qualche errore tecnico e tattico (“subiamo tanto sulle palle inattive? Starà a me cambiare qualche posizione in campo”). Ma si appella anche alla cattiva sorte e al fato avverso: “Ci sono momenti della stagione in cui alla prima punizione prendi gol”. E poi: “Giovedì scorso, paradossalmente, abbiamo subìto una rete proprio quando stavamo creando delle buone occasioni”. E ancora, con autoironia: “Farsi fare due gol da due giocatori come Bruno Peres e Salah, 70 metri palla al piede, è un record”.
Insomma, Allegri spegne l’allarme (“non siamo preoccupati”) e mostra il bicchiere mezzo pieno. Anzi, ancora tutto pieno: “Stiamo facendo una stagione importante, a marzo siamo sempre in lotta su tutti i fronti. Pare scontato che la Juve debba vincere il suo quarto campionato di fila. Chi pensava che avremmo vinto a febbraio era fuori di testa. Si è perso un po’ di entusiasmo, ma conquistare quattro titoli consecutivi è impresa riuscita a pochissime squadre italiane. Detto questo, il campionato non è ancora finito: mancano 13 partite e 9 punti (10, in virtù dello scontro diretto con la Roma; ndr) non sono sufficienti”. Sempre a proposito di numeri, il mister livornese difende la bontà del turnover spinto attuato contro i viola: “E’ impensabile che 12 giocatori possano disputare 50 partite”. L’ex centrocampista gioca anche in difesa di Vidal e Pogba, alle prese con una rendimento piuttosto discontinuo: “Arturo ora sta bene fisicamente, e comunque ha già fatto 6-7 gol che non sono certamente pochi per una mezzala a 13 giornate dalla fine. Quanto a Paul, non ha nemmeno 22 anni ma ha già realizzato grandi cose. Può e deve crescere ancora tanto, ma non mi preoccupa che giochi qualche partita a intermittenza”. La ricetta per tornare quelli di qualche tempo fa è semplice, almeno a parole: “Ci vuole molta calma, dobbiamo continuare a lavorare, imitare le cose positive e limitare quelle negative”.
A cominciare da lunedì sera, quando allo Stadium arriverà un Sassuolo reduce da tre sconfitte consecutive: “Tengo i piedi per terra: io mi accontenterei di un 1-0, nella vita bisogna essere molto pratici… Ci attende una partita difficile, servirà una grande prestazione”. Allegri vede la sua bestia nera(verde) e riavvolge il nastro dei ricordi: “L’anno scorso il Sassuolo mi è costato la panchina del Milan e in questa stagione, all’andata con la Juve, non abbiamo fatto molto bene. E’ una squadra organizzata con buone qualità davanti, dove giocano tre attaccanti che in Italia si possono permettere in pochi e che a campo aperto diventano devastanti”.
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