di Vincenzo Letizia
Il trono di Wimbledon è ancora di Sinner: Zverev si arrende in rimonta
Il numero 1 del mondo reagisce dopo un primo set beffardo, piega la resistenza del tedesco e conquista il suo quinto Major in carriera sul prato di Londra.
Jannik Sinner si conferma il re indiscusso del tennis mondiale e mette la firma sull’edizione 2026 di Wimbledon. Per l’azzurro si tratta del secondo trionfo sul prestigioso manto erboso di Londra, un successo arrivato al termine di una finale intensissima contro un Alexander Zverev in condizioni straordinarie e reduce dal recente titolo conquistato al Roland Garros. Il tennista italiano ha dovuto sfoderare tutta la sua solidità mentale e fisica per ribaltare un match che si era complicato nelle fasi iniziali, imponendosi alla fine con il punteggio di 6-7(7), 7-6(2), 6-3, 6-4.
Il primo parziale è un inno all’equilibrio, dominato dai servizi e con pochissimi spiragli per i ribattitori. L’unica vera fiammata azzurra si accende nell’ottavo game, quando il tedesco incappa in un passaggio a vuoto e concede a Sinner la palla del possibile 5-3; l’altoatesino però stecca l’impatto decisivo, sprecando l’occasione. Si scivola così verso un tie-break drammatico: Sinner annulla un set point sul 5-6, ne manca uno a sua volta sul 7-6 e alla fine cede alla freddezza di Zverev, che chiude sul 9-7 portandosi in vantaggio.
La reazione del numero uno del mondo, però, è da autentico fuoriclasse. Senza perdersi d’animo, Sinner rientra in campo alzando il livello del proprio gioco e dominando il tie-break del secondo set per 7-2. È la svolta psicologica dell’incontro. Da quel momento in poi, l’inerzia della sfida passa definitivamente nelle mani dell’italiano. Nei successivi due parziali, Zverev accusa la fatica e la pressione, mentre Sinner si dimostra letale nei momenti chiave, piazzando i break chirurgici che archiviano la pratica (6-3, 6-4).
Per Sinner questo quinto Major in carriera assume un sapore speciale: rappresenta il riscatto perfetto dopo le recenti amarezze patite all’Australian Open e a Parigi, ribadendo la sua assoluta egemonia nel circuito internazionale.
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