In occasione della cerimonia di consegna del Premio Sportivo alla Carriera presso il Circolo della Stampa Estera a Roma, il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis è intervenuto per fare chiarezza sul progetto della nuova casa del club azzurro, annunciando ufficialmente la scelta della location definitiva.
«Un anno fa ho detto mettiamo la prima pietra. Avevo trovato un terreno. Poi le cose si scoprono man mano. La proprietà che avevo trovato non era la vera proprietà, ma solo un’opzione d’affitto… Con l’agronomo della nazionale ho visitato 27 location diverse. Sono quasi tutti terreni agricoli dati in gestione a dei coloni. Difficile toglierli, a meno che il prezzo non si alzi. Ma l’investimento diventa sproporzionato. A Qualiano abbiamo trovato 17 ettari e mezzo dove metteremo 10 campi di calcio. E 7500 mq tra uffici e spogliatoi per prima squadra e tutte le giovanili».
Un annuncio strategico che traccia la strada per il futuro della società azzurra, intenzionata a dotarsi di una struttura all’avanguardia per la prima squadra e per l’intero settore giovanile.
Il vulcanico patron ha poi affrontato diversi temi a partire da quello relativo a Giovanni Malagò. “Lui sta vivendo un’odissea, lo ritengo l’unico capace di mettere sui binari corretti il calcio italiano, lo ha dimostrato nella sua vita. Ma dobbiamo trovare in ogni modo la possibilità di non farlo cadere perché qualcuno vuole prendere il suo posto. Ma non va bene, non bisogna politicizzare il calcio. La politica è sempre stata assente dal cinema e dallo sport. Però quando devono venire a vedere qualche partita, si mettono in prima fila per avere i biglietti e come si arrabbiano se non glieli dai”.
Poi nel mirino ci finisce Spalletti: “Non fatemi parlare di lui – ha proseguito AdL -. Gli allenatori devono capire di essere dei collaboratori chiamati a dirigere l’orchestra formata dai calciatori, ma rimangono comunque dei dipendenti. A volte tendono a dimenticarlo. È chiaro il ragionamento?”. Parole chiare anche sullo stadio Maradona: “Ho trovato una zona a Napoli Est per realizzare un nuovo impianto. Ho progettato uno stadio da 70mila posti, con 120 sky box, ristoranti e tutto il resto. In aggiunta ci sarà un museo interattivo, realizzato con la mia agente di Los Angeles, dove sarà possibile giocare virtualmente una partita con chi si vuole: Maradona, Cavani, Higuain. Per realizzarlo serviranno tempo e milioni di dollari. Il museo dedicato a Maradona lo realizzerò nel nuovo stadio. Il Maradona andrebbe demolito, trovando un accordo con le soprintendenze. Dopo ventidue anni in cui gioco in quello stadio, che ho definito più volte un cesso, posso dire tranquillamente che 200 milioni servono a poco. A forza di fare concerti in estate hanno quasi rotto anche le tubature dell’irrigazione”:
Infine arriva la bordata a Gerry Cardinale, patron del Milan e numero uno del fondo RedBird: “L’ho invitato a cena tre anni fa, mi fece un discorso a cui non obiettai altrimenti avrei dovuto prenderlo e buttarlo fuori, mi diceva cose che non stavano in cielo e in terra dal mio punto di vista: è un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da imprenditore vero”.