Elisabetta Esposito: “Malagò commissario FIGC, poi nuove elezioni. E per Abodi non è un punto a favore”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te è intervenuto Elisabetta Esposito: “Al momento è probabile che la direzione sia quella di una mediazione di un accordo tra Buonfiglio e Malagò. Sul piatto c’è quest’accordo che prevede che la FIGC, responsabile di queste irregolarità, verrebbe commissariata con Malagò a capo. Tutto regolare? Sì. La Giunta era spaccata fino a ieri. Ci sono una serie di questioni surreali. Lui poi dovrà indire a dicembre nuove elezioni, si dovrebbe candidare solo lui. Le componenti dovrebbero essere vicine al Presidente. Abodi come l’ha presa? Non è un punto a favore del Ministro. Così come Buonfiglio, che avevano rivendicato il rispetto delle regole. Questa del tesseramento di Malagò è abbastanza datata. Poi del commissariamento si parlava già da Gravina. Per Abodi non può essere un punto a favore, ma forse si sta rendendo di qualcosa: diceva che bisognava abbassare i toni. Spero si volti pagina con queste nuove elezioni e andare avanti. Cosa succederà oggi 6 ottobre? Intorno a mezzogiorno ci sarà incontro Buonfiglio-Malagò. Alle 13 ci sarà il commissariamento della FIGC, poi alle 14 il Consiglio del CONI che voteranno il provvedimento. Poi a nei prossimi giorni, Malagò da Commissario indicherà le varie elezioni, che si svolgeranno tra i 60 e i 90 giorni. Intorno a dicembre ci sarà la nuova assemblea selettiva. Quanto pesa il successo di Mancini? Un pochino pesa. Al contrario, avrebbe pesato molto di più. Sarebbe stata dura per Malagò.
Stefano Sorrentino: “De Bruyne nel Belgio come al City. Si gioca troppo? Mi viene da ridere!”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te è intervenuto Stefano Sorrentino: “La Nazionale è partita male, ma poi siamo usciti bene. Mancini ha dato un’idea. Ci ha portato sul tetto d’Europa qualche anno fa. Ed è anche quello che non ci ha portato al Mondiale. Sa costruire un gruppo valido, ci sono tanti italiani pronti. Non è vero che in Italia non ci sono giocatori. Vanno convocati e vanno fatti giocare quelli più in forma. Indipendentemente dal nome. Ha fatto anche esclusioni importanti. Cosa porta a casa Allegri da questa sosta? Serenità. Il Napoli era un po’ in crisi prima dello stop del campionato. Ora il Napoli ha bisogno di serenità. Ho visto tanto scetticismo su Allegri. Il tempo dirà. Vedere De Bruyne contro l’Italia mi ha fatto strano, perché sembrava quello del Manchester City. Hojlund deve essere solo messo nelle condizioni di esprimere il proprio valore. In Nazionale i giocatori danno sempre qualcosa in più. Frosinone squadra sorpresa di questa stagione? È la squadra del momento. Forse per loro era meglio non ci fosse la sosta. Per loro sarebbe stato meglio giocare. Sarà dura ripartire, mi piace molto Alvini come persona, come parla. Bisogna fare i complimenti. Cosa farei se fossi presidente FIFA in merito alle partite delle Nazionali? Forse vado controcorrente. Quando sento parlare che si gioca troppo, mi viene da ridere. Se si gioca troppo, le società devono dare più giorni di riposo. È molto semplice. Non mi sembra che l’operaio che deve costruire un palazzo se lavora tot ore perché deve consegnare il palazzo, poi viene pagato in più o gli danno un mese di vacanza in più. Il gioco vale la candela, gli interessi sono tanti. Più giochi, più sei forte. E sta alle società, con le Nazionali, gestire determinate situazioni. Può essere brutto, ma la Roma che non ha mandato Dybala e Molina per l’addio di Messi e secondo me ha agito bene. Io limiterei nei precampionati gli spostamenti verso Paesi esteri per interessi economici. Ai miei tempi facevamo ritiro in montagna e basta. Napoli-Chievo? Quei punti erano vitali, ci davano la salvezza quasi certa. Diawara ha fatto il suo unico tiro in porta. Sai bene che gli ultimi minuti sarebbero stati interminabili, si giocava su una porta sola, ero diventato bersaglio. Da avversario posso dire che il boato sentito per il gol di Diawara non l’ho più risentito”.
Ivano Trotta: “Il Napoli non può essere questo, Allegri cambi marcia: ecco cosa serve”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te è intervenuto Ivano Trotta, ex calciatore del Napoli: “Il mio gol al Frosinone in Serie B? Quel mio gol è stato importante, oltre la bellezza del gesto tecnico erano anche gli ultimi minuti di quella sfida. Il Genoa perse a Torino e noi arrivammo secondi. La Nazionale? Sottolineo che non pensavo che i giovani potessero avere questo impatto importante. Mi sono divertito a vedere la Nazionale. Questo nuovo ciclo è ripartito al posto giusto. Non bisogna avere paura. Non penso che sia ancora quella Nazionale aggressiva che tutti vorremmo vedere. Ma tutto sommato si può stilare un bilancio positivo, nonostante ci siano ancora personaggi di vecchio stampo al potere della Nazionale. Mantenendo la vecchia mentalità, Mancini ha dimostrato di avere un impatto importante. I giocatori del Napoli come si sono comportati? De Bruyne, Vergara, Hojlund hanno giocato bene. Hanno dimostrato di essere in forma. Mi aspettavo questa partenza del Napoli, senza calcio spumeggiante, non so se riuscirà a farlo in futuro. Il Napoli non può essere questo. Vero che il mercato è stato fermo, ma Allegri ora deve fare un cambio di marcia. L’aspetto da migliorare? Il coinvolgimento, di essere più spregiudicati. Il Napoli si è affidato sempre alle giocate dei singoli, ma deve esserci un gioco, una filosofia. È una questione di mentalità. Non conosco i giocatori del Como, ma non cambia nulla quando si interscambiano. Non c’è differenza. Il Napoli deve avere un’identità ben precisa. E oggi è lontano da questo. Se mi aspetto una svolta? Ce l’aspettiamo, il Napoli è una squadra troppo importante. Ma deve avvenire dietro principi definiti”
Roberto Manforte: “Frosinone a Napoli con la sua identità: in campo con l’acquisto più importante dell’estate”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te è intervenuto Roberto Monforte di Radio Day: “Visto l’inizio di stagione, il Frosinone è un po’ una sorpresa di questa stagione. Abbiamo rischiato in questi anni di fare il doppio salto all’indietro. Non ci saremmo mai immaginati che Alvini avrebbe potuto fare questo percorso. Alvini lascia cultura del valore, determinazione, è un allenatore che parte da zero. Fa dall’ultima delle categorie alla Serie A. Sul suo profilo LinkedIn mette i successi, ma anche gli esoneri. L’infortunio di Raimondo non è così grave. Difficile che sia presente a Napoli. Vedremo l’acquisto più importante, Bobcek capocannoniere del campionato polacco, investimento pazzesco. Ha detto recentemente che il lavoro è più impattante. Il Frosinone verrà a giocare con il 4-3-3 duttile, con la sua identità. Una delle prerogative è attaccare con tanti giocatori. L’anno scorso sono andati a segno 19 giocatori differenti. Calò è il cervello del centrocampo gialloazzurro. Palmisani va alla Juventus? Tutti già sanno che va alla Juve, all’Inter, al Milan, alla Roma…Non c’è nessuna trattativa esistente secondo il presidente. Sembra quasi che il Frosinone sembra il supermercato della Serie A. Il Frosinone non ha bisogno di monetizzare. Palmisani è il nostro orgoglio. Come Bracaglia. Sono un nostro motivo di orgoglio. La salvezza è la nostra Champions. Alvini parla di percorso, non vale solo per la squadra in campo, ma anche per la società. Vuole crearsi una piccola storia, permanenza in Serie A. Pensare a sviluppare strutture sportive, magari un giorno ampliare lo stadio”
Renato Miele: “Malagò commissario FIGC è ridicolo. Chi rispetta regole è un lupo cattivo: che messaggio diamo ai giovani?”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto l’avvocato Renato Miele: “Chi agisce per un rispetto delle regole viene visto come il lupo cattivo. E allora non ci lamentiamo se i nostri figli a 14-15 si fanno giustizia da soli con i coltelli per strada. Perché se i grandi dimostrano che non si rispettano le regole con le leggi…Non sono un lupo cattivo. Malagò sarà il commissario FIGC? Mi sembra assurdo e solo in Italia può accadere. Si tratta di una persona che non ha presentato la dichiarazione sostitutiva sui precedenti penali, non ha presentato ciò che serviva per diventare presidente e resta commissario di una federazione dove ha violato cose… Allora lascio il giudizio agli altri. È una contraddizione. Se impugnerò la nomina? No, non ho la legittimazione, bisognerà vedere se hanno rispettato le leggi. Io adesso devo valutare. Il mio obiettivo era presentarmi da presidente federale, si vede che sono antipatico a tutti. Io ho avuto ragione a livello formale e sostanziale. Il commissariamento della FIGC con Malagò a capo lo trovo assurdo. Ho fatto un iter giudiziario dove il mio obiettivo è stato raggiunto, perché c’erano irregolarità gravi. È tutto ridicolo. Che messaggio mandiamo ai giovani se uno che viola le regole rimane sempre allo stesso posto. Questo vuol dire che chi è simpatico e ha in mano alla stampa, allora resta. Malagò ha in mano la stampa? Certo, non c’è uno che non abbia parteggiato per Malagò. Io sono stato nominato l’azzeccagarbugli. Questo che sta succedendo non è un bel messaggio. Perché basta diventare famosi ed avere amicizie. Il resto non conta nulla. Io ho le mie idee per cambiare le regole del mondo del calcio, ho sempre avuto successo per quello che ho fatto”
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