Frattura insanabile tra tecnico e spogliatoio dopo la batosta contro il Como. Antonio la scelta della dirigenza per riportare ordine e unità
L’altra faccia della medaglia. Se il Como ha vissuto una notte da sogno, il Manchester United ha vissuto l’ennesima serata horror della stagione. Sul banco degli imputati è finito un’altra volta lui, mister Michael Carrick. L’uomo che nella passata stagione l’anno scorso aveva trascinato i Red Devils fino alla qualificazione Champions, ora sta lentamente affondando come tutti i suoi predecessori.
Carrick scuse alla “Solskjaer”?
La sua parabola potrebbe ricalcare quasi perfettamente quella di Ole Gunner Solskjaer, altro ex beniamino di Old Trafford. Dopo la vittoria per 4-1 del Como, Carrick ha salutato Cesc Fabregas, poi ha attraversato il campo e ha alzato le mani in segno di scusa verso la dozzina di tifosi del Manchester United rimasti nonostante la pioggia e una prestazione assolutamente da dimenticare. Solskjaer fece praticamente lo stesso quando perse con lo stesso punteggio contro il Watford nel novembre 2021. Per il norvegese, quel gesto fu a tutti gli effetti un addio (in seguito dichiarò di aver capito che il suo regno era finito già all’intervallo), ora è inevitabile chiedersi se anche per Carrick sia stato lo stesso.
Bruno duro contro Carrick
Un’interpretazione che assume credibilità anche e soprattutto dopo le parole di Bruno Fernandes. Il capitano dello United nel post partita ha più o meno accusato apertamente il suo allenatore di aver sbagliato tattica: “È una decisione dello staff di non pressare uomo su uomo e a volte lasciare spazio dietro e provare a prendere palla, aspettare loro, ma a volte quando dai spazio a queste squadre loro prendono fiducia. È compito del manager e dello staff vedere, non mio. A volte devi essere più coraggioso sotto pressione, rischiare di pressare alto e metterli a disagio”.
Conte in pole
E allora l’opzione più credibile ora è quella di un addio. Il destino di Carrick sembra segnato a prescindere dalla sfida di Premier contro il Bournemouth. Se venisse esonerato sarebbe il terzo cambio di allenatore a metà stagione in tre anni. Da Erik ten Hag a Ruben Amorim fino a Carrick, ora in pole c’è Antonio Conte. L’ex Napoli recentemente al The Atheltic aveva raccontato di cercare come prossima sfida “un grande club che ha perso di vista la sua storia”. Una frase ambigua che non chiude nessuna possibilità: dalla Juventus al Manchester United, nobili del calcio decadute. I Red Devils però potrebbero prendere una decisione più immediata sul futuro di Carrick rispetto a quella dei bianconeri su Spalletti e bruciare tutti sul salentino.

