NAPOLI – Riccardo Saponara e il Napoli, le prossime ore saranno decisive. La corte del presidente De Laurentiis nei confronti dell’Empoli è serrata tanto che Fabrizio Corsi sta pensando di cedere il trequartista che ha rilanciato dopo l’esperienza negativa al Milan. La società azzurra ha messo sul piatto 15 milioni di euro per averlo subito e questa cifra potrebbe sbaragliare la concorrenza della Juventus, intenzionata a lasciarlo ancora un anno in Toscana pagandolo 12 milioni. Ma il Napoli potrebbe spuntarla. Lo fa capire anche il diesse Marcello Carli: “L’offerta del Napoli c’è stata ed è importante – ha spiegato a radio Marte – noi dobbiamo capire adesso cosa fare e ci siamo presi un paio di giorni per dare una risposta al club azzurro che merita rispetto per come si è comportato nella trattativa Valdifiori. Parleremo pure con il giocatore, con il quale abbiamo un ottimo rapporto. Il suo feeling con Sarri è molto alto e questo sicuramente può rappresentare un aspetto importante nella sua decisione. Quindici milioni? Le cifre sono reali, poi se decidiamo di cederlo, l’accordo si trova. Il problema non è sicuramente economico”. L’apertura, dunque, è reale e De Laurentiis potrebbe regalare a Sarri un giocatore per cui stravede, con cui dare vita al 4-3-1-2. Il Napoli dovrà intervenire anche in difesa (un terzino destro, Darmian o Vrsaljko, e un centrale, piace il 20enne serbo Babic) e a centrocampo: piacciono Allan e Imbula, ma sono due piste molto costose.
LA QUERELLE STADIO – Continua la querelle tra il Napoli e il Comune sulla questione dei concerti di Vasco Rossi e Jovanotti. Il club azzurro ha ricostruito la vicenda con una nota sul sito: “E’ necessario fare chiarezza sull’organizzazione dei concerti al San Paolo – si legge nella nota del Napoli – su come il Comune stia gestendo questa vicenda e sul perché questa gestione provochi molta preoccupazione. Il Napoli ha interesse che il San Paolo sia perfettamente funzionale al suo obiettivo, che è quello di ottenere il massimo dall’attività agonistica. In questo senso vuole avere a disposizione un campo di calcio perfetto. Per questo motivo, quando ci si rese conto che il Comune non voleva recedere dall’intento di organizzare concerti, il Napoli presentò al Capo Gabinetto del Sindaco Attilio Auricchio e al Sindaco Luigi de Magistris, una serie di indicazioni precauzionali indispensabili per limitare i possibili danni che uno o più concerti avrebbero arrecato al terreno di gioco. Questo, soprattutto per via del fatto che tra l’ultimo concerto programmato per il 26 luglio e l’inizio del campionato, previsto per il 23 agosto, passerà pochissimo tempo. Lo scorso 18 maggio il Napoli ha presentato, su richiesta di Auricchio, una nota dettagliata sui preventivi di spesa e su tutto quello che sarebbe stato necessario fare in caso di interventi di manutenzione straordinaria del manto erboso. Ma soprattutto, ha chiesto che venissero prenotate entro il 28 maggio, una quantità sufficiente di zolle della stessa varietà attualmente presente al San Paolo, unica possibilità di mantenere il manto erboso nelle stesse perfette condizioni che oggi può vantare, nel caso in cui i concerti potessero danneggiare il terreno. Il Napoli ha anche chiesto che gli organizzatori forniscano informazioni dettagliate e corredate di schede tecniche, sui materiali che verranno messi sul terreno di gioco per far sedere ben 15.000 persone! Il Napoli non avuto alcuna risposta. Nessuna iniziativa per la prenotazione delle zolle d’erba, nessuna rassicurazione su come preservare il campo, nessuna volontà di adoperarsi per non rovinare il terreno. Nemmeno nel corso dell’ultima riunione del 4 giugno scorso, dove il Napoli ha incalzato il Capo di Gabinetto per avere risposte, ottenendo solo il silenzio. Ora, il Napoli non vuole ispirarsi al Ciampa del Berretto a Sonagli di Pirandello, ma è assolutamente necessario che le cose siano chiare: se dopo questi splendidi e remunerativi concerti, il terreno di gioco sarà rovinato o anche solo parzialmente danneggiato, la responsabilità sarà del Comune”.
La risposta del Comune è arrivata attraverso un’altra nota. Il Comune di Napoli sgombera il campo dagli “inutili allarmismi” e dalle “molte imprecisioni che stanno purtroppo circolando da giorni e in ultimo con il comunicato della Ssc Napoli di poche ora fa” si legge. “Il Comune di Napoli, e quindi la città con i suoi abitanti – si legge in una nota – è proprietario dell’impianto di Fuorigrotta e che lo sono quindi anche tutti coloro che non amano in modo particolare il calcio e che attendono da anni un concerto come quello di Vasco o di Jovanotti, un concerto che certo sarebbe stato oltremodo difficoltoso ospitare, vista l’enorme affluenza attesa allo stadio, in una piazza cittadina”.
L’Amministrazione comunale, prosegue la nota, “è impegnata a mantenere la qualità del manto erboso dello stadio che ha raggiunto in questi anni livelli di eccellenza e sono state adottate tutte le cautele sostanziali e giuridiche per non alterare questo livello. Inoltre è stato chiesto agli organizzatori dei concerti di provvedere al pagamento degli interventi eventualmente necessari per il ripristino della piena e corretta funzionalità del manto erboso dopo lo svolgimento degli eventi e la garanzia della disponibilità dei metri quadrati di manto erboso necessari all’eventuale suo ripristino, attraverso la disponibilità di una prelazione rilasciata dal fornitore delle zolle”.
Si è scelto, sottolinea il Comune, “un sistema di protezione del manto erboso denominato Terra Floor, un tappetino plastico microforato di ultimissima generazione che consente la traspirazione del manto erboso; un prodotto che viene usato in tutti i tour nazionali ed internazionali (compreso quello di Vasco e Jovanotti) e che, a differenza delle coperture in alluminio che creano condensa e che in alcuni casi hanno ‘bruciato’ l’erba, non hanno mai dato problemi di sorta. Una protezione che tutti gli addetti ai lavori, musicali e sportivi, conoscono bene”. Inoltre, “prima e dopo gli eventi sono stati già previsti sopralluoghi sul manto erboso con gli agronomi della Ssc Napoli, del Comune e degli organizzatori per valutare lo stato dei luoghi”.
Per il Comune quindi non c’è “alcun problema e alcun timore. Tutti i passaggi sono stati portati a conoscenza della società nel corso degli innumerevoli contatti con lo staff dirigenziale del presidente e con lo stesso De Laurentiis. Ribadiamo che lo stadio è di tutti: di chi ama il calcio e di chi ama la musica e che l’Amministrazione comunale non azzarderebbe mai un rischio per la società sportiva e che quindi si è cautelata nel migliore dei modi. Ma l’Amministrazione – conclude la nota – non può e non deve dimenticare di essere la proprietaria dell’impianto e di dover rispondere alle legittime richieste di chi vuole trascorre una magica serata di musica”.
Fonte: Repubblica
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