L’album dei ricordi: Milan-Napoli, la magia degli anni 80

MaradonaGullit

Il menù della settima giornata di Serie A è impreziosito da Milan-Napoli, indiscusso piatto forte che verrà servito stasera all’ora di cena: una manna per gli appassionati della pedata, alla vigilia del digiuno dettato dalla nuova sosta per gli impegni delle Nazionali.

Una partita che non può che riportarci agli anni 80, tra capelli cotonati e look – con il senno di poi – più che discutibili. Dalle treccine di Gullit al genio di Maradona, passando per l’eleganza spietata di Van Basten e la concretezza di Careca: flash da lacrimuccia, ingredienti di un cocktail che ha sobillato i palati più esigenti di fine decennio. Un calcio molto meno veloce, ma infinitamente tecnico: artisti impegnati a disegnare su un rettangolo verde, tra una punizione alle foglie morte e una serpentina ubriacante.

Gli unici due scudetti della storia partenopea, recanti in calce la firma a caratteri cubitali di Diego Armando, l’11° tricolore portato in dote dalla banda dei Tulipani magistralmente diretta dal Maestro Sacchi. A voler tacere dei successi in campo europeo: le due Coppe dei Campioni levate consecutivamente al cielo dai rossoneri, a spese di Steaua Bucarest Benfica, la Coppa Uefa conquistata dal Napoli all’esito della doppia finale contro lo Stoccarda.

Due i momenti rimasti più impressi nell’immaginario collettivo, nel pieno rispetto della “par condicio” dell’album dei ricordi.

Riavvolgiamo il nastro fino a domenica 1 maggio 1988, Festa del Lavoro ma soprattutto dell’epica gara del sorpasso. Il Napoli, capolista nonché campione d’Italia uscente, deve difendere il tricolore dagli assalti del Diavolo, che si presenta al “San Paolo” con una sola lunghezza di svantaggio (all’epoca la vittoria valeva due punti): le tensioni interne, con buona parte dello spogliatoio già in rotta con Ottavio Bianchi, non aiutano di certo i campani in evidente calo fisico: a rivestire i panni del mattatore è il baffuto Pietro Paolo Virdis, autore della doppietta che di fatto cuce il tricolore sulla maglia al Milan. Di Van BastenCareca e Maradona le altre reti per il 2-3 finale che sancisce il decisivo avvicendamento in vetta in prossimità dell’ultimo chilometro, ossia a 180 minuti dalla fine del campionato.

Anche nella stagione 1989-90 la Serie A si decide in volata, ma alla fine la graduatoria incorona per la seconda volta la truppa capitanata dal Pibe de Oro, al termine di un’annata costellata di furibonde polemiche sull’asse Na-Mi, con la famosa monetina bergamasca su Alemao e la nuova fatal Verona dei tre espulsi da Lo Bello jr. a caratterizzare la lotta scudetto. Più benevolo il calendario nel proporre gli scontri diretti a metà cammino, ossia all’8° e al 24° turno (ai tempi le giornate erano 30 in tutto, essendo la nostra massima serie a 16 squadre). Risultati speculari, eloquenti 3-0 a favore delle compagini di casa (Maradona e un doppio Carnevale a Fuorigrotta; MaldiniMassaro Van Basten a San Siro), ma come detto a spuntarla sono Ciro Ferrara e compagni con una classifica che alla fine recita Napoli 51, Milan 49.

fonte: alfredopedullà.com

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