TORINO – La Juventus è tornata a sognare Isco, prepara un nuovo affondo per Gündogan, non perde di vista le alternative al tedesco, su tutte Banega e Moutinho. E, a dispetto delle volontà di Allegri, non esclude le cessioni di Caceres e Zaza. In caso di addio all’attaccante lucano, per una cifra non inferiore ai 20-22 milioni, Marotta si fionderà su Dembelè, 19enne in scadenza con il Fulham. Ma l’operazione più calda al momento risponde al nome di Mandragora: trovata l’intesa di massima con il Genoa, resta da capire se il centrocampista 18enne arriverà subito a Torino oppure resterà fino a giugno in prestito al Pescara.
BONUCCI INFLUENZATO, BARZAGLI E MANDZUKIC A RISCHIO – Intanto a Vinovo proseguono i lavori in vista della ripresa del campionato, mercoledì (ore 15) allo Stadium contro il Verona, impegno che anticiperà tre trasferte in casa di Sampdoria (10 gennaio), Udinese (17 gennaio) e Lazio per i quarti di Coppa Italia (20 gennaio). Alla seduta sotto la pioggia di questa mattina, presente il ds Fabio Paratici, non ha preso parte Bonucci, bloccato da una leggera influenza che non dovrebbe comunque pregiudicare il suo impiego contro Toni e Pazzini. Sono invece a rischio sia Barzagli che Mandzukic, ancora a parte per un identico fastidio al polpaccio sinistro accusato contro il Carpi. Rugani è pronto a rilevare il primo, mentre Morata si candida per sostituire il croato al fianco di Dybala. A centrocampo si rivedranno invece i soliti noti, Khedira-Marchisio-Pogba, con Cuadrado ed Evra in vantaggio su Lichtsteiner e Sandro per giocare sulle corsie esterne. Sempre out Pereyra, tra i convocati dovrebbe tornare Lemina.
CHI ARRIVA: UN BIG OPPURE IL BABY MANDRAGORA – Grandi manovre a centrocampo, si diceva. Al netto di certi obiettivi probabilmente onirici, come lo spagnolo Isco, valutato non meno di 35 milioni da un Real Madrid poco incline all’ipotesi del prestito con diritto di riscatto, la Juve è tornata a credere di poter piazzare il colpo-Gündogan, l’obiettivo principale per puntellare il centrocampo. In corso Galileo Ferraris preparano un blitz in Germania e una trentina di milioni. La Signora scommette sulla voglia di Champions del giocatore, ma il Borussia Dortmund preferisce posticipare ogni discorso a giugno, quando Gündogan potrebbe finire al centro di un’asta internazionale. L’alternativa low cost e last minute? Non una ma tre: la scommessa-Mandragora, Moutinho, ma soltanto se il Monaco che lo valuta una ventina di milioni aprirà al prestito, e infine Banega, in scadenza con il Siviglia ma a differenza degli altri non utilizzabile in Champions League.
CHI PARTE: CACERES E ZAZA FORSE, RUGANI NO – Nell’atrio partenze della stazione bianconera al momento sembra esserci soprattutto Caceres. Allegri non vorrebbe scartare il jolly, a maggior ragione dopo il ritorno a un modulo, il 3-5-2, che prevede l’impiego di un difensore centrale in più rispetto al 4-3-1-2 o 4-3-3. Ma il club è attratto dalla possibilità di mettere in cassa 2-3 milioni a sei mesi dalla scadenza del contratto del “Pelado”. Alla finestra ci sono Milan e Inter – i nerazzurri hanno allungato lo sguardo anche su Zaza -, ma l’ad bianconero Marotta preferirebbero cedere Caceres all’estero (Liverpool? Fenerbahçe?) per evitare di rafforzare una diretta concorrente. In uscita potrebbe esserci pure Zaza, nonostante Allegri abbia pubblicamente annunciato la sua incedibilità: “Anche se a gennaio Simone chiederà di andare via, non gli verrà concesso il prestito”. West Ham e soprattutto Crystal Palace fanno sul serio. L’eventuale sostituto individuato dai bianconeri è Moussa Dembelé, maliano munito di passaporto francese in scadenza con il Fulham. Con 5-6 milioni di euro la Juve potrebbe assicurarsi un centravanti classe 1996 finito nel mirino di mezza Premier League. Attenzione, però, perché Dembelè potrebbe arrivare indipendentemente dalla partenza di Zaza: la Signora lavora in sinergia con il Sassuolo, come per il trequartista argentino Giovani Di Celso (Rosario Central), inseguito anche da Psg e Chelsea. Se il futuro di Caceres e Zaza è un rebus, non è invece in discussione la permanenza sotto la Mole di Rugani, nonostante e l’inutilizzo in questa prima metà di stagione e la corte serrata di Sampdoria e soprattutto Napoli.
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