Al termine della scorsa stagione, con un Napoli quinto in classifica che aveva perso l’occasione all’ultima giornata di agguantare la Chamspions, nessuno forse si immaginava che nell’annata successiva, il club di De Laurentiis si trovasse primo in classifica. Era la fine di un ciclo, Benitez lasciava la panchina azzurra dopo due anni, con la vittoria della Coppa Italia e della Supercoppa, ma anche con l’amara eliminazione contro gli spagnoli dell’Athletic Bilbao nei preliminari del 2014. Arrivava quindi mister Sarri, un umile lavoratore che anni addietro si era tolto soddisfazioni con l’Empoli. Questo Napoli che stiamo ammirando dal mese di settembre, è frutto di tanto lavoro e sacrificio, sia da parte della rosa che dall’allenatore. Abbiamo potuto ben notare che giocatori come Jorginho, Koulibaly e soprattutto Higuain sono completamente cambiati rispetto allo scorso campionato: il brasiliano è diventato ormai un perno del centrocampo, stesso dicasi per il difensore senegalese, che sembra partita dopo partita, stia diventando sempre più forte. Per non parlare poi di Gonzalo Higuain, 24 gol in 24 partite, un dato impressionante, uno dei tanti, per definirlo l’attaccante centrale più forte d’Europa. Sabato arriva la grande sfida; una partita non fondamentale, ma determinante dal punto di vista psicologico, soprattutto se gli azzurri uscissero indenni dallo Juventus Stadium. Con un pareggio la classifica rimarrebbe invariata, mentre con una vittoria il Napoli avrebbe ben cinque punti di vantaggio. La squadra acquisirebbe ancora più la consapevolezza di vincere davvero qualcosa di importante. Ha detto bene Sarri nel dopo-partita di Napoli-Carpi: “Con la Juve non firmo per un pareggio”, dimostrazione che ha costruito una macchina perfetta, che gioca ogni partita per vincere. Nessun timore, questo Napoli può davvero impressionarci, ancora una volta. Vincere per inseguire un sogno e per trasformarlo in realtà nel mese di maggio.
Mariano Potena