Il progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle ROMA – Uno stadio da un punto e mezzo di Pil per portare la Roma al livello delle grandi d’Italia e d’Europa. L’università la Sapienza ha presentato uno studio di impatto economico e sociale sul progetto dell’impianto di Tor di Valle. Mettendo l’accento su numeri impressionanti in termini di occupazione, spese per la mobilità sostenibile (211 milioni) e indotto locale. In attesa di fare i conti però con l’agguerritissimo assessore Berdini, che punta alla riduzione della cubatura dell’opera. Intanto la questura ha chiesto all’Osservatorio sulle manifestazioni sportive di attivarsi per anticipare alle 12.30 l’orario del derby del 4 dicembre, per la sovrapposizione con il referendum costituzionale. Ma soprattutto per mantenere, in una giornata tanto stressante per le forze dell’ordine, afflusso e deflusso degli spettatori in orario diurno.
BALDISSONI: “CON LO STADIO NOI COME JUVE E BAYERN” – Al netto delle proiezioni studiate dall’ateneo, è il dg della Roma Mauro Baldissoni a disegnare le aspettative che la società di Trigoria lega alla realizzazione dello stadio: “Ci attendiamo ritorni economici sulla falsariga di quanto successo a Bayern Monaco, Arsenal e Juventus dopo la costruzione dei loro stadi”. Insomma, restituire competitività anche in termini di fatturato a un club che da cinque anni ha affidato le proprie speranze a qualche iniezione di denaro dall’America e alle plusvalenze di mercato, senza riuscire però a migliorare in maniera sostanziale le entrate di pubblicità e sponsor. “E’ diventato fondamentale – aggiunge Baldissoni – realizzare una struttura moderna in grado di offrire uno spettacolo adeguato ai canoni internazionali e che consenta una pianificazione dei ricavi. E’ un’esigenza di sistema, prima che di ogni singola società. Lo stadio della Roma costituisce il primo test reale del funzionamento della nuova legge per la realizzazione in tempi certi di infrastrutture sportive. Noi confidiamo che debba essere un successo”.
L’IMPATTO ECONOMICO, I DUBBI DI BERDINI – Che possa esserlo davvero lo testimonia lo studio d’impatto socio-economico della Sapienza: l’impianto produrrebbe un incremento del Pil della provincia di 1,5 punti percentuali in 9 anni. Un impatto 2 volte e mezzo quello dell’Expo sul comune. Una riduzione dello 0,8% del tasso di disoccupazione cittadina con 5.500 posti di lavoro, di cui 1.500 per il comparto edilizio. E la predisposizione di 15/20mila posti di lavoro nel futuro Business Park. Proiezioni che però si scontrano con le parole più volte pronunciate dall’assessore all’urbanistica del Comune, Paolo Berdini. Che da tempo lavora a un progetto alternativo, senza le tre torri del famoso Business Park: “Evitare lo scempio dei tre grattacieli non è poco”, ha ripetuto spesso nell’ultimo periodo. Dicendosi “contrario all’aumento di volumetrie spaventoso dato dalla giunta Marino in cambio di opere pubbliche”. Chissà se l’idea troverà terreno fertile nel corso della conferenza di servizi in Regione (in atto in questi giorni e da chiudere entro l’inizio di febbraio): certo il progetto di cui si discute è ancora quello approvato dall’assemblea capitolina nel 2014, con le torri al loro posto e un investimento da 440 milioni per le opere pubbliche. Prima di sfidare i fatturati della Juve, però, la Roma dovrà vincere anche questa battaglia. calcio
- Protagonisti:
- mauro baldissoni
Fonte: Repubblica

