AZZURRI PER SEMPRE – La classe di Gianfranco Zola: “The magic box”

Domenica prossima il Napoli affronterà il Parma in campionato per cercare altri tre punti fondamentali per la classifica. Uno dei calciatori più importanti che ha indossato le maglie di entrambi i club è sicuramente Gianfranco Zola. Nato ad Oliena, in Sardegna il 5 luglio 1966, fin da piccolo dimostra la sua passione per il calcio. Dopotutto, suo padre è presidente della squadra locale: la Corrasi, prima squadra in cui Zola inizia a giocare. Quando sta per compiere 18 anni viene ingaggiato nella Nuorese dove gioca per due stagioni. E’ nel secondo anno che Zola viene impiegato con una certa continuità e realizza 10 reti in 27 partite. Nelle due stagioni con la Nuorese colleziona 31 presenze e 10 reti. Successivamente Lamberto Leonardi, allora allenatore della Torres di Sassari lo vide giocare e convince alla società di acquistarlo. Nella prima stagione con la Torres realizza 8 reti e la squadra conquista la promozione in Serie C/1; la stagione ’87/’88 per Zola fu una stagione altalenante anche perchè condizionato dalla pubalgia, ma nonostante tutto si rende sempre protagonista. Nell’annata successiva arriva a tre punti dalla promozione in Serie B e il suo nome inizia a circolare con una certa frequenza fra gli operatori di mercato. Nei tre campionati con la Torres realizza in tutto 21 reti in 88 presenze. Per la sua statura (alto m. 1,68) nessuno è convinto ad ingaggiarlo, ma Luciano Moggi non la pensa come tutti gli altri, e per 2 miliardi di lire viene acquistato dal Napoli. Al suo arrivo nella squadra azzurra Maradona commentò: “Finalmente c’è qualcuno più basso di me!”. Nel suo primo ritiro col Napoli, data l’assenza di Maradona, inizia subito a dimostrare grandi qualità e con l’assenza di Alemao e Careca, impegnati con il Brasile per la qualificazione ai Mondiali di Italia ’90, Gianfranco inizia a giocare da titolare il campionato 1989/1990 e al ritorno dei tre stranieri, il Napoli è già primo in classifica anche grazie a lui. Segna il suo primo gol in azzurro contro l’Atalanta, in quella partita il Napoli vinse 3-1. Il secondo gol è stato molto importante per la corsa al titolo: Napoli-Genoa era ferma sull’1-1 ma in pieno recupero il grande Zola effettua un gol in semi rovesciata volante. Con quella vittoria il Napoli può mantenere inalterato il distacco di 2 punti dal Milan. Zola chiude la prina stagione napoletana con la vittoria dello scudetto e nello stesso anno vinse anche la Supercoppa Italiana. All’inizio della stagione successiva sembrava fatto il passaggio del calciatore al Lecce, ma all’ultimo momento il club azzurro ritiene che Zola potrà essere ancora utile alla squadra. Il 17 febbraio 1991, nella partita contro il Pisa, Gianfranco Zola indossa la leggendaria maglia numero 10, dietro consegna diretta proprio di Maradona. Il simbolico passaggio di consegne fra Maradona e Zola avviene il 17 marzo 1991 in Napoli-Bari, ultima partita al San Paolo del Pide de Oro: assist di Maradona, gol di Zola. Già qualche tempo prima di lasciare Napoli Maradona dichiarò: “Non serve che il Napoli cerchi un mio sostituto, c’è Zola!”. La squadra azzurra non subì il contraccolpo della partenza del giocatore più forte di tutti i tempi, arrivando a sfiorare la zona Uefa. L’anno successivo, il Napoli guidato da Claudio Ranieri, termina il campionato al quarto posto; Zola disputa tutte le partite, realizzando 12 reti. Nella stagione 1992/1993 la crisi economica del club azzurro inizia a manifestarsi e Zola lascia Napoli, dopo quattro stagioni con 105 presenze e 32 gol, per approdare al Parma che lo acquista per 13 miliardi di lire. Già nel primo anno con i ducali, Zola vince la Supercoppa Europea contro il Milan; grande prestazione per il calciatore nella partita di ritorno in casa dei rossoneri vinta per 2-0. Il primo anno colleziona 18 reti e 33 presenze. Altra grande vittoria nella stagione successiva: il Parma vince la Coppa Uefa contro la Juventus e si piazza secondo in campionato e in Coppa Italia. Difficile per Zola la stagione 1995/1996 con l’arrivo di Hristo Stoichkov che occupa la sua stessa posizione in campo, causando un dualismo tattico tra i due. Gli emiliani chiudono il campionato al sesto posto. Con l’arrivo in panchina di Carlo Ancelotti nella stagione successiva, Gianfranco pensa di tornare all’antico ruolo di trequartista, ma gli schemi di Ancelotti non lo vedono in quel ruolo. Zola non avverte più la fiducia dell’ambiente e decide nel novembre del 1996 di approdare al Chelsea dove trova Gianluca Vialli: I Blues lo acquistano per 12,5 miliardi di lire. Già dalla prima stagione nel club londinese conquista la Coppa d’Inghilterra, battendo per 2-0 il Middlesbrough di Ravanelli. L’anno dopo Gianfranco Zola si rende nuovamente protagonista nellla finale della Coppa delle Coppe contro lo Stoccarda, segnando l’unico gol della gara, dopo essere entrato da soli 17 secondi. Nel 1998 il Chelsea vince anche la Supercoppa Europea battendo il Real Madrid. Nella stagione 1999/2000 il Chelsea di Zola disputa la Champions League; i Blues si fermano ai quarti di finale contro il Barcellona di Figo e Rivaldo. Il Chelsea però si riscatta subito rivincendo dopo tre anni la Coppa d’Inghilterra battendo l’Aston Villa per 1-0. Il Napoli risalito dopo due anni in Serie A stuzzica Gianfranco per un suo ritorno da trionfatore, ma la distanza domanda-offerta risulta sbilanciata e così Zola rimane a Londra: Nella stagione 2000/2001 realizza 9 reti, mentre quella successiva soltanto 3, ma si rende protagonista in una partita della Coppa d’Inghilterra contro il Norwich con un grande gol di tacco. Questo gol è considerato uno dei gol più belli della storia del calcio. Nella sua ultima stagione con il Chelsea, realizza 14 reti. Nel club inglese totalizza in 7 stagioni in Premier League 229 presenze e 59 reti. Nella stagione 2003/2004 torna in Italia e viene acquistato dal Cagliari allora in Serie B. Zola contribuì alla promozione del Cagliari in Serie A. La stagione successiva fu l’ultima da calciatore; la sua ultima partita fu Juve-Cagliari, vinta dai bianconeri per 4-2. Fu proprio Zola a firmare i due gol della squadra sarda. Il 19 giugno 2005 annuncia il suo ritiro. Per quanto riguarda la Nazionale Italiana, Zola esordisce il 13 novembre 1991 in Italia-Norvegia: gara valida per la qualifazione degli Europei del 1992. Gianfranco Zola si è reso protagonista anche con la maglia dell’Italia; il 12 febbraio 1997 si gioca a Wembley Inghilterra-Italia, gara valida per la qualificazione ai mondiali di Francia ’98. Zola segna il gol che decide la gara. Questa rete, come da lui stesso dichiarato, cancella due precedenti negativi: il primo riguardante la gara contro la Nigeria nel Mondiale del 1994, dove venne espulso perchè accusato di aver commesso un fallo che invece aveva subito. Il secondo invece per aver sbagliato un rigore nella partita contro la Germania che costò l’eliminazione dell’Italia dagli Europei del 1996. Zola non ha neanche ricevuto la convocazione per i Mondiali del 1998 nonostante avesse segnato nella partita di Wembley. Gran parte della sua storia con la maglia dell’Italia è strettamente legata ad Arrigo Sacchi. Con la Nazionale ha realizzato in tutto 10 reti in 35 presenze. Per quanto riguarda la carriera da allenatore, nel luglio del 2006 diventa consulente tecnico dell’Italia Under 21 allenata da Pierluigi Casiraghi. Nel 2008 diventa allenatore del West Ham, dove nella prima stagione la squadra si piazza al nono posto. Nel 2010 viene esonerato e diventa commissario tecnico dell’Italia Under 16. Nel 2012 allena il Wartford e nel dicembre dello scorso anno rassegna le sue dimissioni. Gianfranco Zola aveva numerosi soprannomi, come “Magic box”, “Zolinho” e “Marazola”. Mark Hughes suo compagno di squadra ai tempi del Chelsea una volta dichiarò: “Devi fare brutti pensieri su te stesso se non giochi bene a fianco uno come Zola”.

Mariano Potena

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