“Era come un fratello maggiore, ha saputo tirar fuori il meglio da ognuno di noi. Adesso incontrerà in cielo con Paolo Mantovani e si faranno due risate. Veniva dal Real Madrid, aveva già esperienza: ha preso una squadra che doveva crescere, ma ci ha fatto sentire subito tutti importanti, facendoci migliorare. In questo momento il pensiero va alla famiglia, ai figli e ai nipoti”. Con queste parole Roberto Mancini ha ricordato, ai microfoni di Sky, Vujadin Boskov, condottiero della Samp che incantò a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90. Il Mancio e Gianluca Vialli erano i gemelli del gol, ma l’impalcatura costruita dal compianto tecnico serbo era ben solida, da Pagliuca a Wierchowod, da Toninho Cerezoa Lombardo e Dossena: di qualità in quella Doria ce n’era a bizzeffe.
Alfredo Pedullà
