Il monito di Francesco: «Il calcio resti una festa»

Benitez_PapaPiù Crozza che Papa Francesco quando, col suo italiano arrotondato, ha esclamato: «Cari amici, benvenuti. Vi ringrazio di questa visita, di questo allargamento pure!». Già, col passare delle ore le delegazioni di Fiorentina, Napoli, arbitri, Lega e Figc in visita al Palazzo Apostolico si sono un po’… ingrossate. E poi, doveva essere un’udienza strettamente privata, ma la frenesia da selfie e social network l’ha resa un evento pubblico. Meglio così, il nuovo messaggio dell’umile Francesco sarà arrivato urbi et orbi, e le orecchie saranno fischiate a tutti i pallonari d’Italia. «Il calcio è un fatto sociale, richiede responsabilità da parte di calciatori e dirigenti, in campo e fuori. Siete al centro dell’attenzione, soprattutto dei giovani. Tenetene conto — il monito del Papa —, pensate che il vostro modo di comportarvi ha una risonanza, nel bene e nel male. Siate sempre veri sportivi e il fattore economico non prevalga mai, perché rischia di inquinare tutto. Il calcio — in conclusione — resti una festa».
Voglia di pace Ieri lo è stato, in un clima di condivisione e promiscuità — mai visto nel calcio italiano — tale da rabbonire perfino De Laurentiis. «Papa Francesco è un portiere di anime, noi e la Fiorentina gli abbiamo regalato una maglia numero 1 (mentre l’argentino Rodriguez gli ha donato una casacca del San Lorenzo). Con i Della Valle siamo amici e soci d’affari. Sarà una gara combattuta, in uno stadio pieno. Vinca il migliore». Nella cascata di commenti, foto e tweet della mattinata, segnaliamo per acume le parole del capitano della Fiorentina Pasqual: «Questo Papa sta riavvicinando tante persone alla Chiesa». E chissà che non riesca anche a pacificare il calcio.

La Gazzetta dello Sport

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