Ci sono un sardo, un milanese ed un americano. Sembra l’inizio di una barzelletta, invece è la parte finale di una trattativa che sta facendo sognare o disperare, dipende dai punti di vista, i tifosi del Cagliari. Si, perchè la cessione questa volta è davvero vicina. Dal suo personale ritiro di Miami, Massimo Cellino, sta per prendere la decisione che in molti attendono da mesi: l’acquisto del Leeds e la nuova avventura inglese – con tanto di investimenti rilevanti – impongono al presidente rock di fare una scelta immediata.
Un’ asta con due proposte, un fondo americano fin troppo misterioso rappresentato da Luca Silvestrone e ritenuto da Cellino poco credibile nella sostanza e nella modalità dell’offerta, e un gruppo italiano rappresentato da Tommaso Giulini, ex cda dell’Inter del triplete, giovane imprenditore attivo in Sardegna con l’azienda di famiglia, la Fluorsid, attiva nel settore chimico.
Due offerte diverse: la prima punta ad avere tutto, una cifra pazzesca circa 80 milioni di euro, tra stadio, terreni proprietà immobiliari e naturalmente club. Il celebre architetto Meis, quello del progetto per lo stadio di Roma, a fare da portabandiera. Un appuntamento fissato per lunedì a Miami e poi saltato, d’improvviso. La seconda offerta, quella firmata Giulini, agli occhi di Cellino sembra più concreta e punta solo sulla valorizzazione del club e della squadra, rimanendo parzialmente svincolati dalla questione stadio. Lascerebbe libero il presidente del Cagliari di gestire la vendita delle altre proprietà, e capitalizzare in maniera diversa. Cellino ci sta pensando, ne sta parlando con i figli, preziosi consiglieri in queste ore decisive. Tutto sembra andare verso il gruppo Giulini, salvo ripensamenti tipici del personaggio. Salvo l’ultimo assalto, serio e concreto, del gruppo americano. Perché, nonostante tutta questa storia sembri una barzelletta, per i tifosi del Cagliari, c’è poco da ridere.
