Rafa Benitez e l’analisi dei Mondiali in Brasile: “Maracanà, 64 anni dopo”

Nel 1950, quasi 200.000 spettatori accorsero al mitico stadio Maracana per assistere dal vivo a Brasile-Uruguay, una partita che, come sa chiunque abbia a che fare con la storia del calcio, si è concluse con la vittoria della nazionale ‘uruguaiana’ per 1 -2. Una sconfitta che portò alla disperazione del popolo brasiliano. Ora, 64 anni dopo, il Brasile ha la possibilità di vendicarsi e trionfare sempre nel maestoso scenario del Maracana.

La vittoria del Brasile (3-0) contro i Campioni del Mondo della Spagna a giugno del 2013 alla Confederations Cup e il fatto che la Coppa del Mondo vada ora in scena in un paese dove 190 milioni di persone sosterranno con grande passione la propria nazionale, li rende sicuramente i favoriti al titolo.

A questo bisogna aggiungere che, ad oggi, sei delle diciannove edizioni disputate della Coppa del Mondo (31.58%) sono state vinte dal paese ospitante e nessuna squadra europea è riuscita a vincere in questa competizione quando si è svolta in America . Questo dovrebbe far ben sperare la nazionale ospitante perché le due squadre che sono davanti alla ‘Seleção’ nella classifica del ranking mondiale, Spagna e Germania, ovviamente, provengono dal ‘Vecchio Continente’. Ma, a cosa si deve questo curioso dato statistico? Al clima? Allo stile di gioco? Al ritmo della competizione? Alla pressione da parte dei tifosi …? Queste sono le parole che occupano posizioni di privilegio nel cosiddetto ‘trend’, ma in tutta onesta, sono ipotesi fondate, o le squadre sudamericane sono state semplicemente più forti?

In questi ultimi giorni ho letto spesso che le selezioni devono acclimatarsi. Prima condizione indispensabile per aspirare ad un ipotetico successo. Si parla del forte tasso di umidità, che porterà tantissimo caldo, ed è chiaro che questo può influenzare, in un modo o nell’altro, le prestazioni dei giocatori. Ma per teorizzare su questi criteri, ci sono persone molto più preparate di me e di opinione più qualificata. Come anche sull’influenza che possono avere le tifoserie e il loro atteggiamento nel sostenere la propria squadra in ciascuna delle partite. Mi piacerebbe comunque commentare qualcosa circa lo stile, il ritmo o il modo di giocare di alcune delle migliori squadre di calcio che partecipano a questa grande manifestazione intercontinentale.

Senza entrare in un’analisi tattica dettagliata, cosa che faremo con l’andare avanti nella manifestazione, vorrei fare riferimento a ciò che possiamo aspettarci da alcune di queste nazionali.

Nel Gruppo A, il Brasile sarà certamente la stella. Il suo più grande problema è la pressione di dover sopportare ciò che ci si aspetta dai padroni di casa. Il Brasile è l’unica squadra ad aver giocato in tutte le edizioni del Mondiale, consacrandosi campione cinque volte (1958, 1962, 1970, 1994 e 2002), due volte terzo (1950 e 1998) e due volte terzo (1938 e 1978). Visto il palmares, possiamo essere certi che i tifosi verdeoro non si riterranno soddisfatti della medaglia d’argento.

Il loro allenatore Luiz Felipe Scolari ha già vinto un mondiale (2002) e ha un’ esperienza più che sufficiente far fronte a tale pressione. Nel 1-4-2-3-1 come modulo di base, Neymar , è chiamato ad essere l’uomo chiave della squadra nonostante abbia problemi alla caviglia, per non parlare di grandi giocatori come Oscar, David Luiz, Thiago Silva … e all’esperienza di Julio Cesar tra i pali. In bocca al lupo anche ad Henrique, se lo merita. Fred, l’attaccante, ha ammesso che la selezione “verdeoro” non ha ancora raggiunto il suo miglior livello tecnico e tattico. “Stiamo bene, ma dobbiamo ancora migliorare” ha dichiarato.

Questa evoluzione avrà molto a che fare con la loro capacità di battere le squadre bloccate dietro, perché è quello che pare li attenda nella maggior parte delle partite.

Nel Gruppo B, la Spagna sarà la favorita. Ma, come il Brasile, dovrà adattarsi a giocare contro squadre chiuse. Dovranno anche tenere in considerazione la differenza dei manti erbosi, generalmente alti in Sud America. Ciò rallenta la velocità di circolazione della palla, cosa considerata essenziale per sorprendere le squadre chiuse.

L’Olanda, ha già fatto una dichiarazione di intenti e, attraverso il suo allenatore, Louis Van Gaal, ha dichiarato che “la qualità della Spagna ci obbliga a giocare con cinque dietro.”

Il recupero di Diego Costa sarà senza dubbio una buona notizia per Vicente del Bosque, ma ho la sensazione che David Silva, come si è cisto contro El Salvador, possa essere un elemento assolutamente fondamentale per aprire più di una difesa bloccata che sicuramente saranno costretti ad affrontare gli spagnoli. Del Bosque ci sorprenderà evitando di utilizzare in qualche partita il tanto celebrato “falso nueve”? A livello personale, spero che ALbiol e Reina possano approfittare di qualche minuto per mostrare le loro qualità.

Nel Gruppo C, la Costa d’Avorio sembra la grande favorita, con Yaya Toure, Gervinho e Drogba come simboli del loro grande potenziale offensivo. Tuttavia, la Colombia, con Zúñiga e Armero come nostri rappresentanti (SSC Napoli) e uno spirito di gruppo encomiabile, può sorprendere GLI ivoriani e qualificarsi come prima del girone.

Il Gruppo D è senza dubbio il più equilibrato. Sarà molto interessante vedere la nuova Inghilterra, una miscela di giovani come Sterling, Barkley o Sturridge e veterani come Gerrard, Cahill, Lampard o Johnson, affrontare la nazionale italiana, che si adatta perfettamente all’avversario di turno e può giocare con la difesa a cinque o con un 1-4-3-3, come contro il Fluminense ottenendo una convincente vittoria (5-3), grazie alla coppia napoletana Immobile (3) e il nostro Lorenzo Insigne (2).

Entrambe le squadre dovranno fare bene per battere il solido Uruguay che nonostante le difficoltà che incontrerà, attendendo il rientro di Luis Suarez, disporrà di Cavani come sua principale arma offensiva. Una squadra con una motivazione eccezionale e che già da molto tempo sta maturando utilizzando gli stessi giocatori. Cosa che potrebbe rappresentare un grande vantaggio, sommato a la già citata opportunità di giocare nel proprio continente.

In queste partite, la velocità di gioco può essere ancora una volta la chiave per il successo dell’Inghilterra

Nel Gruppo E, incontriamo la Francia e la Svizzera che con Behrami, Inler e Dzemaili sembr a la favorita. I francesi sembrano essersi rafforzati grazie al loro 1-4-3-3 che ha portato alla rotonda vittoria per 8-0 contro la Giamaica.

Un’altra delle favorite, l’Argentina, sarà nel Gruppo C. Il tridente d’attacco con Messi, Aguero e Higuain è abbastanza pericoloso per spaventare qualsiasi difesa. Ma poi, come se non bastasse, stiamo di nuovo parlando di una squadra sudamericana con una motivazione speciale per cercare di vincere questa competizione. Mascherano darà equilibrio al centrocampo e Fede Fernandez contribuirà a difendere la porta della Seleccion, con Andújar che aspetterà un’occasione per dire la sua. Messi sostiene che lotteranno per laurearsi Campioni, perché sono più uniti che mai. Buon segno, un buon segno per l’Argentina.

Sembra che nel Gruppo G, la Germania sarà la principale minaccia per il Portogallo. In questo senso, l’infortunio di Reus e il recupero di Cristiano Ronaldo certamente saranno molto importanti. Sembra che la Germania abbia puntato sul 1-4-2-3-1, utilizzando Klose come riferimento offensivo. Con un totale di 14 gol è lui il capocannoniere dei 736 giocatori che parteciperanno alla Coppa del Mondo. Nel frattempo, il Portogallo punterà sul 1-4-3-3 con Ronaldo come incognita e speranza della nazionale lusitana.

Nel Gruppo H, dobbiamo sottolineare che la Russia sarà l’unica squadra con il 100% dei giocatori che giocano nel campionato della propria nazione. L’ Algeria del nostro Ghoulam, al contrario, sarà l’unica squadra in cui tutti i giocatori militano in club differenti.

L’età media del Belgio è di soli 25 anni e 11 mesi, una delle più giovani del torneo, visto che l’età media degli ultimi quattro mondiali è di 27 anni e cinque mesi. La gioventù e la qualità della nazionale belga, sono un gran vantaggio, perché gli consentiranno di sfoderare un gioco frizzante. Con giocatori come Hazard, De Bruyne, Lukaku e Mertens non può essere altrimenti. Anche l’esperienza della sua difesa è una garanzia di equilibrio tra i reparti.

In definitiva, la velocità di gioco e il ritmo delle partite svolgeranno un ruolo fondamentale per le squadre europee che potranno avere la possibilità di rompere la maledizione e vincere per la prima volta in Sud America. Staremo a vedere.

RafaBenitez.com

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