ESPANA. E dunque, uno come Mario Suarez (27) che non è più un ragazzino ma che nell’Atletico Madrid ha completato il suo processo di crescita, che è reduce da una stagione gratificante e però anche inquietante (per colpa di un infortunio), che s’è preso la Liga, che è arrivato in finale di Champions, sa tutto di Benitez e del suo calcio, del suo modulo, del 4-2-3-1. Lui ha l’identikit giusto, poi bisognerà vedere il prezzo, perché intanto il Napoli s’è stufato dei giochini del Lione, delle quotazioni astronomiche per Gonalons (25): diciassette milioni rappresentano un’entità fuori mercato e dunque ci si può accomodare – eventualmente – solo dinnanzi a richieste ragionevoli ed accettabili. Ma Aulas resta quello dell’ultimo inverno, quello che cedette (praticamente) Gonalons e poi andò alla radio e disse che l’avrebbe tenuto, sfuggendo al patto con De Laurentiis, che non ha dimenticato e non ha più voglia di perdersi in chiacchiere.
IL BIS. Il mercato non concede previsioni, ma l’idea è viva: c’è da sistemare la zona centrale, per dotarsi delle necessarie coperture (preventive), per evitare ondate alla difesa, per proteggersi con un diga mobile, gente che sappia interdire e poi anche costruire. Gonalons sarebbe fatto a misura per il Napoli, ma dipende da Aulas e non ci saranno aste. E allora, prepotente, ecco sbucare di nuovo Mario Suarez, che piace all’Inter, che piace a tanti, anche a Benitez; come Sandro (25) del Tottenham, sul quale si è avviata una chiacchierata in tempi non sospetti, s’è discusso di prestiti e s’è scoperto che pure qua pretendono parecchio. Ma c’è un trimestre, dinnanzi, per aggiornarsi, per capire come butta il vento, cosa possa accadere: intanto, la lista è più o meno fatta e nessuno vieta di integrarla. Dall’elenco pareva fuori anche Yann M’Vila (24), francese di origine congolese di stanza al Rubin Kazan, seguito per un periodo (assai) lungo all’epoca del Rennes, un bel puledro, che però fa le bizze: è quello che ha frenato il Napoli in passato ed è sull’aspetto caratteriale che si procede con le riflessioni attuali.
Corriere dello Sport