Italia-Uruguay: arbitra Rodriguez, predicatore severo

Ditegli tutto ma non chiamatelo «Chiquidracula», questo no. Marco Rodriguez, l’arbitro prescelto per Italia Uruguay, era chiamato così in Messico: «Draculino». Colpa della notevole somiglianza con l’attore Carlos Espejel che, negli anni 80, interpretava il vampiro in tv. Ma lui un bel giorno ha chiesto ufficialmente di smetterla: non vuole essere identificato con qualcuno che «ricorda il demonio». Perché Rodriguez, 40 anni, nato a Città del Messico, è un predicatore protestante della congregazione di Milpa Alta, non lontano dalla capitale. Ha superato in volata l’altro nordamericano candidato, Mark Geiger (Usa), che gli farà da quarto uomo: il designatore Massimo Busacca, se potesse, di arbitri ne metterebbe otto domani a Natal.
Tre Mondiali Anche gli angeli sparano cartellini gialli a raffica. Rodriguez ne sventola quasi 5 a partita (4,50), media piuttostoì alta. Con i «rossi» non scherza: 0,65 a gara. Un duro. Ex insegnante di ginnastica, internazionale dal 2000, al terzo Mondiale ma il primo da numero uno del Messico dopo essere stato oscurato da Archundia. In totale, 5 partite. Due nel 2006: Inghilterra-Paraguay 1-0, Costa d’Avorio-Serbia 3-2. Due nel 2010: Germania-Australia 4-0, Spagna-Cile 2-1. Una nel 2014: Belgio-Algeria 2-1 (bene, con personalità). Non fu cortese con lui il collega inglese Graham Poll che, dopo il Mondiale 2006, nell’autobiografia «Seeing red» (Vedere rosso), lo descrisse come «un attore totale molto naif nel prendere decisioni». Un po’ teatrale, in effetti, Rodriguez lo è. E non fa niente per nasconderlo. Il viso deciso, la dentatura «forte», i capelli sempre «gellati» come, non ce ne voglia, un gangster anni 30. Anche sveglio: nel 2010 ha fatto da testimonial al «Chiquigel», un gel per capelli. Servirà forse alla sua beneficenza. Il pastore Marco è infatti molto impegnato nella prevenzione dei problemi di droga, soprattutto per i giovani.

Ok con il Milan Ha un precedente con l’Uruguay (1-1 col Brasile in Coppa America 2004) e uno con l’Under 20 azzurra al Mondiale 2009: Italia- Egitto 2-4. In più, la finale del Mondiale per club 2007, Milan- Boca 4-2, voto 5: vede bene le espulsioni di Kaladze e Ledesma, non fischia un rigore su Ambrosini.

La Gazzetta dello Sport

Segui il canale PianetAzzurro.it su WhatsApp, clicca qui