Pisani: “la gravità della tragedia ed il rispetto dovuto a Salvatore non possono perdersi in un processo infinito”

“La gravità della tragedia e il rispetto dovuto al piccolo Salvatore Giordano non possono perdersi in un processo che duri all’infinito”. E’ questa la posizione degli avvocati Angelo e Sergio Pisani (difensori del giovane morto per la caduta di calcinacci da una galleria monumentale al centro di Napoli), in considerazione dell’elevato numero di indagati per il crollo, 45 persone. “Un numero che – aggiunge Angelo Pisani – ci auguriamo possa ridursi drasticamente nel corso delle indagini per non correre il rischio di affrontare un maxi processo interminabile”.

   «Il Comune di Napoli si è autopubblicizzato come parte offesa, non certo per decisione della Procura partenopea», attacca Pisani dopo le notizie diffuse oggi che smentiscono la tesi, comparsa ieri dalla stampa, di una amministrazione comunale considerata parte offesa. «Le indagini – annuncia il difensore – saranno svolte a 360 gradi, anche contro i potenti. Non faremo morire la giustizia, tutti abbiamo il dovere di far emergere la verità e portare alla luce i grandi responsabili».

   La difesa in casi come questi, quando cioè è impegnata nell’assistenza delle persone offese, svolge infatti anche un ruolo di aiuto e sostegno alla linea accusatoria della Procura, «che come sempre sta indagando correttamente sui fatti, e non individua certo le parti che si dichiarano “offese”». Pur confidando nell’ottimo lavoro dei pm, la difesa però non si accontenta del gran numero di indagati, «perché questo – chiarisce Pisani – rende un processo anche molto lungo nei tempi», ma chiede che si chiariscano anche «responsabilità e violazioni dei controllori, fino ad arrivare al ruolo delle autorità istituzionalmente preposte alla sicurezza cittadina ed alla tutela della pubblica e privata incolumità, in una città in più punti pericolosa, che necessita di manutenzione continua, senza dimenticare chi è addetto per legge del controllo dei monumenti».

   «Non interessa la quantità degli indagati, ma la qualità, ci interessa la punizione di chi viene incaricato e pagato dalla collettività per amministrare e tutelare la vita dei cittadini, di chi è preposto al controllo dei nostri monumenti ormai abbandonati».

    «E per la tragedia di Salvatore – concludono gli avvocati Angelo e Sergio Pisani – dovranno rispondere in tanti, soprattutto chi aveva il dovere di tutelare la sicurezza della città e non lo ha fatto. Lo abbiamo promesso alla mamma e al papà della vittima innocente di una Napoli pericolante».

    «Se dovesse per assurdo passare solo il quadro che si sta delineando – è la conclusione – dovremmo dedurre che non esistono più istituzioni responsabili della sicurezza pubblica. E questo è inaccettabile. Noi andiamo avanti, e non ci fermeremo dinanzi ai ricchi e ai potenti, la città di Napoli ha un grande debito con Salvatore  e con i suoi familiari, che aspettano giustizia e chiedono che vengano evitate altre tragedie».

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