Napoli, incertezze e ritardi sul mercato. Benitez già spalle al muro

NAPOLI – I timori della vigilia erano fondati. “Sapevamo della forza dell’Athletic…”, si è rammaricato al fischio finale Benitez, che aveva inutilmente suonato il campanello d’allarme e non è stato ascoltato. Il tecnico spagnolo ha evitato con esperienza di lanciare accuse e si è rifugiato con insolita banalità in qualche frase di circostanza. “Abbiamo fatto il massimo e nel finale avremmo anche meritato di vincere: nulla è perduto in vista della rivincita a Bilbao”. Ma i suoi occhi, meno brillanti e vispi del solito, tradivano per la prima volta un po’ di stanchezza. Rafa sa benissimo che la Champions si è allontanata di colpo e che sarà difficilissimo vincere nella bolgia del San Mames, il 27 agosto, contro un avversario che ha confermato al San Paolo le sue qualità: fisiche (“Sono più avanti di noi di almeno due settimane”), tattiche (“Si è visto che giocano insieme da tanto tempo”) e tecniche.

Il Napoli è invece ancora un cantiere e si è messo con le spalle al muro, logorato da un’estate di incertezza e di troppi ritardi, in campo e fuori. In città c’è De Guzman, per le visite mediche. Il suo acquisto sarà ufficializzato nelle prossime ore: fuori tempo massimo per la doppia sfida con i baschi, in cui il club di De Laurentiis rischia di mandare in fumo l’obiettivo principale della sua stagione. I rinforzi (a proposito, dall’Inghilterra arriva la notizia di un infortunio al piede sinistro per Felliani, fotografato in stampelle fuori un ospedale, ndr) dovevano arrivare prima. E la società avrebbe anche dovuto e potuto vigilare di più sulle vacanze dei suoi nazionali, chiedendo un piccolo sacrificio ai dodici reduci dal Mondiale in Brasile. Higuain e Mertens si sono fatti trovare pronti comunque, pur rientrando alla base in ritardo. Altri no. Zuniga per esempio, non è stato nemmeno inserito nella lista dei convocati: per le sue precarie condizioni. Eppure il colombiano aveva già perso l’intero campionato scorso per un grave infortunio e i tifosi si aspettavano da lui più disponibilità, per rimettersi in pari.

Doveva essere un’estate diversa, per il Napoli: con la terribile spada di Damocle del preliminare di Champions a metà agosto. Invece l’allarme è stato sottovalutato da tutti. Benitez è stato costretto ad affrontare il Bilbao con una formazione troppo sperimentale, in cui hanno trovato posto tra i titolari addirittura Gargano e Britos: due giocatori che non facevano parte dei piani per il futuro, fino a qualche settimana fa. Recuperati alla causa solamente per l’emergenza. “Ho dovuto privilegiare i più in forma”. Meno male che Higuain ha evitato il peggio, tenendo aperto con il suo gol almeno uno spiraglio per la qualificazione. “Dobbiamo giocare la Champions a tutti i costi”, ha ruggito al 90′ l’attaccante argentino, ribellandosi con i fatti e le parole alla sconfitta. Ma i fischi del San Paolo, oltre a riaprire il caso Insigne, promettono poco di buono per il futuro. L’ambiente azzurro si è già surriscaldato. La rivincita del San Mames vale mezza stagione.

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Protagonisti:
rafael nadal

Fonte: Repubblica

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