Inter, Mazzarri e una banda di ragazzi

MILANO – Di colpo, la gioventù. La freschezza. I muscoli giocondi, l’esuberanza, l’allegria. Non è più un’Inter di vecchi e per vecchi. Aria alle stanze si doveva dare, e s’è data. E i risultati si vedono. Guardate le carte di identità degli undici che hanno schiantato il Sassuolo, che pure ci ha messo del suo per farsi umiliare. E’ interessantissimo scoprire, ad esempio, che dell’Inter degli ingombranti ultratrentenni non è rimasta traccia: l’unico che ha già compiuto 30 anni, tra i giocatori scesi in campo domenica, è Samir Handanovic, professione portiere. Basta. Gli altri tutti più giovani. Il matusa dei giocatori di movimento è Hernanes, 29 anni. Poi Osvaldo, Nagatomo e Andreolli: 28. Poi il superbo Medel, 27 anni, che alla sua età è nel pieno della carriera e delle forze e s’è visto ampiamente, anzi lo rivedremo senz’altro. A fare da cerniera tra i più anziani e i più giovani c’è il capitano Ranocchia, coi suoi 26 anni. Infine ecco i ragazzini, per così dire, anzi come ha detto Mazzarri a fine partita: “Avevamo dei giovanissimi in campo: questa squadra ha futuro”.

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Esatto: Juan Jesus 23 anni, Dodò 22, Icardi 21, Kovacic 20. Ragazzi, non ancora uomini. Eppure già preziosi. Gli ultimi due sicuramente determinanti, ieri e nelle prossime partite: Maurito ha l’istinto del centravanti che sente il gol da ogni posizione e senza troppi fronzoli (non ama giocare per la squadra, vuole solo il pallone per calciarlo in porta), il croato alla sua età è già titolare in Nazionale e anzi, ha già giocato un Mondiale, prendendo magari qualche ceffone di troppo ma intanto c’era, e sono tutte esperienze fondamentali.

Al dunque, l’Inter che ha affrontato il Sassuolo aveva l’età media più bassa degli ultimi anni: 25,6, praticamente una nidiata di neonati, rispetto al passato. Del resto alla fine dello scorso campionato è uscita di scena gente che i 30 anni li aveva passati da un pezzo, il che ha sensibilmente abbassato l’età media complessiva. Non che la gioventù sia un valore assoluto, nel senso che da sola non serve per vincere, ci mancherebbe. Ma è un buon punto di partenza, anzi il miglior punto di partenza per ricostruire qualcosa. E all’Inter c’era parecchio da ricostruire, quasi tutto. Dentro e fuori la squadra. Non si può dire che non ci stiano provando, se non altro. E in fondo è bello respirare aria nuova, e immaginare un futuro finalmente diverso.

serie A

Inter
Protagonisti:
walter mazzarri

Fonte: Repubblica

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