Benitez: “Il turn over non è un capriccio”

Benitez non sorride più, continua a rispondere a monosillabi, ma almeno una concessione l’ha fatta. «Sì, dopo il successo contro il Sassuolo i miei giocatori sono un po’ più sereni». La guerra fredda del  tecnico continua, invece, e lo sbarco nell’est d’Europa non lo ha aiutato a ritrovare il buonumore. Ci vorranno molte altre vittorie per liberare Rafa dal bunker di risentimento e insofferenza in cui ha deciso di rinchiudersi, infastidito dalle critiche. «Il turnover non è un capriccio: cambio i giocatori per vincere, non per fare esperimenti». E poi il solito catenaccio sulla formazione, nascosta con puntiglio ai rivali di turno e pure ai media, quasi con l’intento di togliersi i sassolini dalle scarpe. «Tutti i convocati che ho portato con me sono pronti per essere titolari». L’unica certezza è la presenza dal primo minuto di Hamsik, che guiderà i compagni e farà gli onori di casa. «Marek è un campione e per noi è fonda- men-ta-le». Pure in questo caso c’è scappata però una postilla meno dolce. «Il nostro capitano sa che può fare meglio e noi siamo convinti che presto ci riuscirà». Come dire che oggi (ore 19) il posto allo slovacco non lo toglierà nessuno, davanti a parenti e amici. E dalla prossima dovrà guadagnarselo. Benitez ha cambiato atteggiamento anche coi suoi giocatori. Niente più sconti. «Lo Slovan è una squadra più forte di quello che dicono gli ultimi risultati e noi la possiamo battere solo facendo una bella partita, o sarà difficile». Ci saranno Maggio, Henrique e Inler, forse De Guzman. Il dubbio maggiore è in attacco con Zapata, Michu e anche Higuain per una maglia. Non è solo la festa di Hamsik. Rafa vuole i tre punti.

La Repubblica

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