Bianchi su Roma-Napoli: “Sfida speciale: c’erano sfottò e fratellanza”

È il giorno di Napoli-Roma, sfida che Ottavio Bianchi conosce benissimo per aver avuto esperienze su entrambe le panchina. Il tecnico del primo scudetto partenopeo, che in azzurro ha anche avuto una esperienza da calciatore, ha parlato a Il Mattino: “È una sfida sempre molto speciale. Ma io più di ogni cosa ricordo le gare da calciatore, quando da Napoli partivano in migliaia in torpedone portandosi dietro ciucci, pizze, fuochi pirotecnici. Che fratellanza sugli spalti, quanti sfottò. E lo stesso succede va ai romanisti che venivano al San Paolo. Napoli e Roma sono state sempre malate di un campanilismo esasperato, molto provinciale. Si viveva per arrivare davanti all’altro, a prescindere dalla posizione in classifica. Con l’arrivo degli americani, la Roma è cresciuta moltissimo. Ma anche De Laurentiis ha portato la stessa ventata che c’era negli anni ’80 e che portammo io e Allodi: l’obiettivo finale è assai più importante di battere Juve o Inter”.

 

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