Zapata da mille e una notte: il colombiano alla ricerca del gol in Europa

Più che una storia, può diventare una favola. Zapata da mille e una notte. Mille minuti da quand’è azzurro. Mille giusti e però pure approssimativi, come può esserlo solo il senso del tempo che passa nel calcio. Recuperi compresi. Mille minuti con le lancette fermatesi a quegli ultimi istanti giocati contro l’Atalanta, col ticchettìo dell’orologio a scandire i momenti e il battito accelerato sul rigore di Higuain. Mille minuti totali di Duvan Zapata. Dall’esordio da titolare a Marassi col Genoa, alla prossima (mille e una) notte contro lo Young Boys: la sua occasione, l’Europa League, la partita da vincere per la classifica e l’orgoglio.

LA SERATACCIA. Zapata c’era a Berna, e ci sarà pure stasera. Dall’inizio, come in Svizzera. Fu una serataccia. Due a zero beccando poco o mai il pallone. Uno scivolone collettivo su quel campo in erba sintetica. Delusione, amarezza e contestazione. Dura. Esasperata. Di chi ormai a quel Napoli non dava già più fiducia. Poi il riscatto. La reazione. In campo ma soprattutto fuori. Perché è il gruppo che ne è uscito, è la squadra tutta che è tornata, è lo spogliatoio che si è compattato e ritrovato. Intorno a ognuno, pure a chi gioca meno. Un sorriso aiuta quanto un gol. E Zapata è il compagnone di tutti: la serenità confezionata in uno scartolone di muscoli. Serenità e tranquillità più che ansie e musi lunghi. Anche quando non gioca. Un omone buono che sa aspettare. Higuain il titolarissimo indiscusso, il bomber, il numero 9; Zapata l’alternativa, l’unico altro centravanti vero in squadra, il 91. Che è pure 9+1: lui solo oltre Pipita. Ora che Michu è fermo.

SPIRITO DA CESTISTA. Napoli-Young Boys la sua opportunità. Da non sbagliare. Come un tiro libero sulla sirena e coi piedi precisi come mani. Zapata il cestista con gli scarpini. Dal basket al calcio. Dalla lunetta all’aria di rigore: fisicità e freddezza sotto la rete(ina). Sette gol la passata stagione, media realizzativa migliore di tutti e mezza serie A in fila per averlo. E in tanti sono già pronti a bussare per gennaio. Champions, Europa League, campionato, tracce e immagini di Zapata ovunque. La rivelazione al Velodrome di Marsiglia. La stoccata contro il Porto. Che gioia con la Samp. Doppietta al Verona. E due reti anche al Catania, all’amico Andujar: erano insieme all’Estudiantes di La Plata, e adesso nello spogliatoio, a Castelvolturno, ogni tanto gliele ricorda. A lui e un po’ forse anche a se stesso.
Il gol è tutto se fai l’attaccante, e Zapata è in astinenza. Uno solo fin qui. Col Palermo, di potenza e giustezza. Poco però, troppo poco. E allora contro lo Young Boys per tutto. Per vincere, allungare in classifica e tornare a segnare. Magari anche a festeggiare, Zapata quello che quando la butta dentro non esulta e non si esalta. Ma vuoi mettere se fa un gol da mille e una notte… Benitez aspetta la favola.

Corriere dello Sport

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