Lazio, Ederson da esubero a protagonista. Pioli scopre un’alternativa in più

ROMA – Da esubero a protagonista, Ederson prova l’ardua scalata. Già, perché a inizio anno in pochi avrebbero scommesso un euro su un suo coinvolgimento nel progetto: tra Mauri, Keita, Felipe Anderson, Candreva e Lulic, il pacchetto offensivo di esterni appariva fin troppo affollato. Un pensiero condiviso anche da Pioli, che infatti  –  complice anche l’infortunio muscolare alla coscia  del fantasista – lo aveva messo ai margini insieme agli altri “esuberi” Cavanda e Ciani. Ma il tecnico della Lazio non ha mai chiuso la porta a nessuno. Lo ha dimostrato prima proprio con i due difensori, che tra infortuni e scelte tecniche si sono riscoperti preziosi titolari, e poi con lo stesso Ederson.

EDERSON, DA PORTAFORTUNA A PREZIOSA ALTERNATIVA – La sua prima convocazione stagionale il 29 settembre, in occasione della complicata trasferta di Palermo, il primo spartiacque della stagione. La Lazio è pericolosamente nella parte destra della classifica a soli 3 punti dopo 4 giornate, ma in quella partita stravinta 4-0 inizia il filotto di 5 risultati utili consecutivi che porta la Biancoceleste al terzo posto. E così, Ederson – che assiste a tutta la gara dalla panchina – diventa un talismano portafortuna per Pioli. Da quel momento il tecnico lo porterà sempre con sé, fino al sorprendente esordio del 3 novembre. Ha con sé qualcosa di magico, il suo ingresso in campo al 88′. Tutti si aspettano l’inserimento di Felipe Anderson, ma Pioli invece sceglie il numero dieci biancoceleste, che quattro minuti dopo ripaga la scelta realizzando il 4-2 che chiude i discorsi con il Cagliari. Un sogno, insomma. E la partita successiva a Empoli l’allenatore punta ancora su di lui quando Mauri chiede il cambio a pochi minuti dalla fine del primo tempo: la Lazio perde malamente, ma Ederson è tra i “meno peggio” della gara, interpretando tre ruoli nel giro di 47 minuti: ala sinistra nel 4-3-3, esterno di centrocampo nel 4-4-2 e addirittura regista con Biglia nel 4-2-3-1. Una prova sufficiente, che lo consacra come giocatore ritrovato all’interno del progetto Pioli: “Il tecnico è arrivato a luglio – racconta il brasiliano in patria – ed è normale che all’inizio della stagione abbia voluto valutare tutti quei giocatori che potevano giocare sin da subito. Il mio obiettivo era quello di fare un recupero completo, senza rischiare di bruciare le tappe. Ho sempre cercato di pensare positivo e di concentrarmi per conquistare la fiducia del mister. E questo, per fortuna, ultimamente si sta verificando”.

DE VRIJ: “LA LAZIO È STATA LA SCELTA GIUSTA” –
Lo ha confermato anche lo stesso Pioli dopo Empoli, descrivendolo come unico giocatore in rosa che per caratteristiche si avvicina a quelle di Mauri. A proposito del capitano biancoceleste, gli esami in clinica Paideia hanno scongiurato l’ipotesi di una lesione, ma servirà un lavoro differenziato per capire meglio i tempi di un suo reintegro in organico. Dal ritiro della nazionale olandese, anche Stefan De Vrij parla della Lazio e del suo ambientamento in Italia in generale: “In Italia i difensori hanno un compito molto importante, qui la fase difensiva è curata nei minimi dettagli. Questo è uno dei motivi per i  quali ritengo di aver fatto realmente una buona scelta, sento che sto già migliorando. Lavoro sodo ogni settimana, ogni partita è difficile, che sia contro l’Empoli, la Fiorentina o l’Hellas Verona. È bello conoscere ogni giorno qualcosa di nuovo, vedere stadi e giocatori diversi. Mi serve ancora tempo per capire alcune cose, per studiare gli avversari. Spesso uso il pc per visionarli prima dei match”.

ss lazio

serie A
Protagonisti:
Ederson
Fonte: Repubblica

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