Hamsik: “Nessuna offesa a mia moglie, era a casa con i bambini”

SMENTISCO. Si è andata avanti così, per un paio di giorni, perché le notizie «insincere», ormai restano e talvolta si dilatano, si arricchiscono di particolari, il gossip spazia e si trasforma in fastidiosa, insopportabile maldicenza. E fa niente che la diffidenza sulla fondatezza sia egualmente massiccia, perché in quest’epoca mediaticamente distorta, vale poco aver notato Hamsik uscire tranquillamente dal san Paolo, e però senza la sua signora, e contrariato certo ma per il pareggio. Ci vuole altro, ci vuole la smentita. «Non è vero nulla di ciò che è stato scritto, perché mia moglie era a casa, avendo entrambi i nostri bambini l’influenza». E dunque c’è voluto che lo scrivesse Hamsik in persona, sul proprio sito, lui che in genere si esibisce soltanto dopo le partite, per stoppare una leggenda che da metropolitana stava diventando (però) di pubblico dominio Un dibattito vuoto, fondato sul nulla e demolito con poche righe utili per rimuovere definitivamente ciò che ormai si poteva definire un «virus». La Napoli di Hamsik è altra: è quella che dopodomani, nella sala Scarlatti del Conservatorio di san Pietro a Majella, gli conferirà – attraverso la delegazione provinciale del Coni – la cittadinanza sportiva onoraria. La Napoli di Hamsik ha creato un hashtag «iostoconMarek». Nella buona e nella cattiva sorte.

Corriere dello Sport

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