MILANO – Il 2014 del calcio italiano si è chiuso a Doha, dove la Supercoppa ha messo in mostra una bellissima sfida tra Juventus e Napoli, con un grande successo a livello internazionale. Ma il 2014 è stato anche l’anno dell’eliminazione della nostra Nazionale al primo turno dei Mondiali e della finale di Coppa Italia “macchiata” dall’uccisione di Ciro Esposito alla vigilia del match dell’Olimpico. Il presidente della Lega Calcio, Maurizio Beretta, parla del 2014 in una intervista a Italpress, toccando anche l’argomento Boxing Day per la Serie A.
“GUARDARE MODELLI ALTRI PAESI” – “Credo che il 2014 abbia portato al calcio italiano diversi successi importanti, non ultima la finale di Supercoppa, ma anche sconfitte che ci hanno spinto a serie riflessioni – ha spiegato Beretta -. L’eliminazione prematura dai Mondiali è stato un episodio di grande tristezza, che tra l’altro ci ha dimostrato come nel calcio stiano affermandosi nuovi protagonisti. Questo impone un’analisi razionale sulla situazione del nostro calcio. Occorre guardare con attenzione a quei paesi i cui modelli stanno avendo maggiore successo: penso soprattutto alla Germania, ma non solo. Serve tempo e programmazione”.
“FINALE COPPA ITALIA HA FATTO MALE” – Tornando invece sulla finale di Coppa Italia, Beretta ha confermato che “l’episodio ha fatto male, soprattutto perché una persona ha pagato con la vita, e poi perché ha dimostrato che ci sono ancora problemi sia dentro che fuori dagli stadi. In futuro dovremo essere più rigorosi nell’accertare le responsabilità individuali e nel sanzionarle pesantemente. Le ultime decisioni del governo con il decreto sicurezza vanno nella direzione giusta”. La sede della finale di Coppa Italia 2015 sarà Roma anche se dovesse arrivarci nuovamente il Napoli? “Vedremo nel caso si presentasse questa ipotesi, anche in base al clima del momento e certamente confrontandoci con le Forze dell’Ordine, il prefetto e l’Osservatorio sugli eventi sportivi. E’ chiaro però che l’obiettivo è quello di superare questo tipo di problemi e non di subirli”. Stadi moderni aiuterebbero anche da questo punto di vista. “Nel 2014 sono stati fatti notevoli passi avanti, con una legge importante, valida nella sua struttura, ma che ha bisogno di qualche integrazione. Gli stadi nuovi e di proprietà dei club sono uno dei punti chiave per ridare competitività al nostro calcio”.
“NESSUN CONFLITTO TRA NAZIONALE E CLUB” – Capitolo Nazionale. “Chi parla di conflittualità nei rapporti tra club e la Nazionale sbaglia. C’è anzi un clima di reciproco rispetto e di collaborazione tra le parti. Con Conte e Tavecchio si è instaurato un clima positivo che darà risultati”. Riduzione del campionato a 18 squadre. “E’ un tema ambizioso, condiviso e possibile – ammette Beretta -. Abbiamo bisogno di una soluzione equilibrata e attenta a tutti i problemi e devono essere coinvolte tutte le principali componenti del sistema calcio. Bisognerà infatti stabilire le regole legate all’anno di transizione in cui dovranno ridursi i numeri delle squadre che parteciperanno ai singoli campionati perché il problema non riguarda la sola serie A. Poi è chiaro che se si riduce il numero delle squadre che partecipano al nostro campionato dovranno contestualmente ridursi le retrocessioni, per un dato evidente di proporzioni e anche per dare più stabilità alla struttura dei campionati, a cominciare dalla serie A”.
“BOXING DAY? SERVONO SOLUZIONI CONDIVISE” – Il Boxing Day ha avuto anche quest’anno un grande successo in Inghilterra e in Italia con la Serie B, non potrebbe essere una soluzione anche per il calcio italiano? “Stimoli a trovare formule innovative non sono mai mancati alla Lega. Si lavora e si studia quotidianamente per trovare possibili miglioramenti, ma va tenuto conto di una serie di fattori come il clima, gli accordi con l’Aic, i calendari internazionali rigidi e molto affollati. Servono soluzioni condivise, siamo aperti al confronto e a ogni approfondimento”.
“VALORI ETICI PER CHI ENTRA NEL NOSTRO CALCIO” – Un esempio positivo del calcio inglese che Beretta non si sente di escludere è quello di una commissione che valuti i passaggi di proprietà per i club di serie A. “Siamo interessati a questo tema. Credo che si possa andare in questa direzione perché è importante che chi entra nel grande calcio italiano sia portatore di valori etici e imprenditoriali. Questo vale per investitori sia italiani sia internazionali. Detto questo, è positivo che i club della serie A costituiscano un patrimonio appetibile a livello globale. E va detto che il contributo che è venuto dagli imprenditori internazionali che negli anni scorsi hanno investito nella nostra serie A è molto positivo”. Un ultimo sguardo al tema della tecnologia in campo. “E’ un tema complesso che dipende dagli organismi internazionali, ma personalmente credo che avere a disposizione delle tecnologie che aiutino gli arbitri a scelte il più oggettive possibili sia la soluzione giusta”.
serie A
- Protagonisti:
- Maurizio Beretta
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