Milan, Inzaghi: “Cerci lo volevo già da questa estate”

MILANO – Firma sul contratto e transfer arrivato dalla Federcalcio spagnola. Risolti gli ultimi adempimenti burocratici, Pippo Inzaghi ha potuto convocare il nuovo arrivo Alessio Cerci per la partita di domani pomeriggio a San Siro con il Sassuolo. Ma l’ex dell’Atletico Madrid andrà in panchina. E lo farà regolarmente sbarbato dopo aver esaudito la richiesta fatta sabato da Berlusconi, sempre prodigo di consigli sul look dei calciatori del Milan. Ora l’esterno offensivo deve ritrovare la forma migliore dopo aver giocato poco in questa prima parte di stagione con i vice-campioni d’Europa.

Inzaghi, quanto tempo servirà a Cerci per poter partire dall’inizio?
“Domani può già venir in panchina. Nelle prime partite può darci una mano entrando a gara in corso. I test sono buoni, sicuramente non è ancora pronto a fare il titolare. Però per 20-25 minuti può darci una grande mano già adesso”.

Cosa può dare Cerci in più al Milan?
“Era la mia priorità sin dalla scorsa estate. Ero andato dal presidente, era la mia prima richiesta. Guadagniamo un giocatore della Nazionale italiana che ha caratteristiche uniche. Lo vedo motivato, con una gran voglia di rivalsa dopo 3-4 mesi difficili all’Atletico. Lo vedo bene inserito nel gruppo e starà ora a me decidere quando sarà nella condizione ottimale”.

Per lei la partita col Sassuolo è speciale. Gli emiliani la volevano in panchina dodici mesi fa.
“Fa un po’ strano. Tante volte ho pensato a cosa sarebbe potuto succedere. Quello che ha fatto il Sassuolo l’anno scorso non lo dimenticherò mai, è stato gratificante. Squinzi mi voleva in Serie A quando avevo allenato solo Allievi e Primavera. Mi ha fatto sentire importante. Quando non giochiamo contro, ora tifo sempre Sassuolo. E’ una bella realtà del calcio italiano”.

Non sarà facile: il Sassuolo ha fermato sul pareggio Roma e Juventus.
“Conosciamo le insidie della gara. Per ottenere i tre punti servirà il Milan delle ultime partite, quello visto con Napoli, Roma e Real Madrid. Il Sassuolo può creare grandissime difficoltà se non prendi la partita nel modo giusto. Sa ripartire molto bene”.

Tra nove giorni il Sassuolo sarà avversario anche in Coppa Italia
“Doppio incontro ravvicinato con gli emiliani. La Coppa Italia quest’anno deve essere la nostra Champions, l’ho detto fin dall’inizio. Sarebbe bello riportare questa squadra a giocare una finale dopo qualche anno”.

Teme la ripresa dopo la sosta natalizia?
“La prima partita dopo la pausa nasconde sempre insidie. A Dubai abbiamo affrontato una partita complicata che ci ha dato ulteriori convinzioni di essere sulla strada giusta. La squadra è motivata, c’è un bel clima. A fine 2014 abbiamo avuto buoni risultati. Sarebbe un peccato non mantenere questo passo. Dobbiamo dare continuità giocando sempre come come contro Napoli, Roma e Real. Così possiamo fare un bel campionato. Le prossime tre partite (trasferta col Torino, Atalanta in casa, Lazio all’Olimpico, ndr) devono darci il là per qualcosa di importante”.

Qual è il traguardo?
“Il Milan deve tornare a essere la prima squadra italiana nel 2015, come ha detto sabato il presidente a Milanello. Parole che sono da stimolo per me e il gruppo. Bisogna tornare a essere il Milan che tutti conoscevano. Questo sarà un anno importante per noi”.

La doppietta al Real può aver sbloccato definitivamente El Shaarawy?
“Per un giocatore come lui devono essere normali prestazioni come quella con gli spagnoli. Stephan sa di avere la mia fiducia. Mi auguro che giochi così anche domani”.

Al Milan può servire Destro?
“Adesso di mercato non parlo. Comunque abbiamo già due grandissimi centravanti come Menez e Pazzini. Se rimangono, siamo a posto così”.
 
Teme di perdere De Jong a fine stagione (scadenza di contratto a giugno 2015)?
“Spero che con Nigel si possa trovare una soluzione. Lui per noi è molto importante”.

IL SALUTO DI TORRES – Quella di domani sarà la prima partita del Milan senza Torres. La squadra rossonera non è riuscito a rivitalizzare il Niño, tornato all’Atletico Madrid sette anni e mezzo dopo il trasferimento al Liverpool. Il centravanti spagnolo ha inviato un messaggio di saluto a Inzaghi e staff tecnico: “Ragazzi, grazie per tutto. Mi dispiace partire così, ma è meglio per tutti. In bocca al lupo di cuore. Siete un bello gruppo, io sono un tifoso di più per voi. Stato un piacere giocare con voi ragazzi. Forza Milan! Scusami per il mio italiano”. Inzaghi spiega i motivi che hanno portato alla partenza del campione iberico: “L’unica cosa che non ha funzionato è che Menez ha dimostrato di poter fare molto bene il centravanti. Poi il richiamo dell’Atletico per Torres è stato incredibile. Alla fine è stato un bell’affare sia per il Milan sia per l’Atletico. Quando va via un giocatore su cui hai puntato c’è dispiacere, ma ci siamo lasciati in un modo bellissimo. Ora lui sarà un tifoso del Milan e noi di Torres”.

Fonte: Repubblica

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