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Milan, Cerci: “Voglio restare a lungo”. Galliani: “Col Sassuolo stop imprevisto”

MILANO – Il Milan prova a dimenticare la sconfitta col Sassuolo, che complica l’inseguimento al 3° posto ora lontano 5 punti, mettendo in vetrina Alessio Cerci, presentato nella sede del club rossonero. L’ex di Atletico e Torino ha soprattutto un obiettivo: recuperare la migliore condizione atletica.

Cerci, quali sono le sue sensazioni nella nuova squadra dopo il debutto con risultato deludente?
“Ora devo ritrovare la forma fisica e le mie giocate. Sto bene, a Madrid mi sono sempre allenato. Ma mi manca il ritmo partita. Se ritrova questo e la serenità mentale, potrò vivere una bella esperienza al Milan. Voglio rimanere qui più a lungo possibile, non solo per i 18 mesi previsti dall’accordo fino a giugno 2016”.

Cosa la induce a credere che andrà meglio rispetto a Madrid?
“Al Milan è diverso. Ho un allenatore che stravede per me, mi ha fatto sentire la sua fiducia in tutti i modi e mi metterà nelle condizioni migliori per farmi esprimere al massimo. La differenza è tra giocare o non giocare. Il Milan gioca in modo perfetto per me. Ma adesso non c’è da parlare tanto, serve rispondere sul campo”.

Vuol dire che le difficoltà in Spagna sono state causate dall’atteggiamento di Simeone?
“Quando le cose vanno male non è mai colpa dell’allenatore, ma del giocatore. Sono arrivato l’ultimo giorno di mercato, ero fuori condizione. Mi sono messo sempre a disposizione. Ho cercato di recuperare al più presto la forma, ma in un club come l’Atletico, quando le cose vanno bene, diventa difficile recuperare terreno sugli altri giocatori. La colpa me la prendo io. Ho cercato di far cambiare idea all’allenatore ma non ci sono riuscito”.

Anche Berlusconi le ha fatto sentire fiducia?
“Mi sono tagliato la barba per rispetto del presidente. E mi ha dato consigli preziosi che tengo per me. Ha detto bellissime parole su di me dicendo che il Milan mi seguiva da tre anni, voglio ringraziarlo. Per me è un grande orgoglio essere qui”.

Quando lasciò il Torino per l’Atletico, la sua fidanzata scrisse che stavate andando nel “calcio che conta”. Adesso è tornato nel calcio che non conta?
“Sappiamo tutti cosa si può dire mossi dalla delusione. In estate la mia priorità era quella di restare in Italia. La mia fidanzata purtroppo ha ragionato d’istinto e ha scritto questa cosa sbagliando per troppo amore nei miei confronti. E’ stato un errore, ma fatto con il cuore”.

Invece fu lei a dire in estate che un club italiano si era comportato male. Con chi ce l’aveva?
“Non lo posso dire, ma non è sicuramente il Milan. Era un altro club che mi aveva cercato fortemente. Comunque, quando uno è preso dalla rabbia, si dicono parole che non si dovrebbero dire”.

In questa sessione la voleva anche l’Inter: come mai ha scelto il Milan? Cosa le ha detto Mancini?
“Sono cose che rimangono tra noi. Ha contato la voglia di Adriano Galliani di prendermi. Mi riempie d’orgoglio il fatto che mi volessero entrambe le società di Milano. Mi sono preso del tempo. Sono un ragazzo molto rispettoso, non posso dire qui se ho chiamato o meno Mancini”.

Al Milan troverà la concorrenza di Honda.
“Nei grandi club c’è sempre concorrenza, altrimenti uno starebbe nelle realtà meno importanti. Il giapponese è un ottimo giocatore, ha fatto molto bene in questi mesi, siamo compagni di squadra e la vivo molto serenamente. Io devo solo ritrovare me stesso e le giocate che so fare. Poi tutto andrà alla perfezione”.

Se sabato segnasse al Torino, esulterebbe?
“No, come faccio ad esultare? Ho anche un tatuaggio dedicato al Torino. E’ una società e un ambiente che mi è rimasto nel cuore. Spero in una buona accoglienza all’Olimpico. Credo di aver dato tutto me stesso con cuore. Ho la coscienza pulita”.

Deluso dall’andamento del campionato granata?
“Spero sempre il meglio per il Torino. Un po’ l’avevo percepito quest’estate perché, quando dai via due giocatori importanti come me e Ciro (Immobile, ndr), devi sostituirli con elementi altrettanto importanti. Per adesso i risultati non danno ragione al club. Ma i valori dei giocatori, se sono buoni, alla lunga verranno fuori”.

Spera che il ritorno in Italia l’aiuti anche a riconquistare la Nazionale?
“Sono qui al Milan anche per questo motivo. Essendo più vicino posso dimostrare di poter andare in Nazionale da protagonista. Devo convincere Antonio Conte. Il Mondiale è stato brutto ma per resta esperienza indimenticabile perché era il primo Mondiale. Sono stato orgoglioso di fare parte di quel gruppo. Me l’ero meritato sul campo a Torino”.
 
GALLIANI SPIEGA IL KO – Galliani ripercorre la trattativa che ha portato Cerci al Milan. “E’ iniziata pochi giorni prima di Natale, il 17 dicembre quando ho incontrato l’agente di Torres. E’ stata un’operazione lampo. In estate il nostro allenatore lo aveva seguito anche a Ibiza. Alessio è arrivato dopo quattro mesi. I rapporti con l’Atletico Madrid sono meravigliosi da una vita”. Così è riuscito con gli spagnoli quello che era sfumato in estate parlando con il presidente del Torino, Urbano Cairo. Adesso coi granata si faranno altri discorsi: “Abbiamo un giocatore a metà che è Verdi. Sta facendo molto bene a Empoli. Dovremo stabilire a chi andrà e a che prezzo”. L’ad rossonero, che bacchetta scherzosamente la tv di famiglia perché non trasmetterà la partita di Copa del Rey dell’Atletico con Torres in campo (“Mediaset doveva farla vedere perché aveva i diritti”), deve analizzare anche la sconfitta col Sassuolo: “E’ stato uno stop imprevisto. Dispiace perché anche col Palermo avevamo l’occasione di fare il salto. Avessimo vinto, saremmo a due punti dal terzo posto che continua ad essere il nostro obiettivo. Abbiamo perso punti contro squadre che sono meno forti di noi. Dobbiamo pensare di riprenderci subito”.

IN ARRIVO LA TECNOLOGIA SUI GOL – Galliani conferma che dalla prossima stagione dovrebbe applicarsi la goal-line technology in Serie A, dopo l’ennesimo episodio controverso a Udine: “L’arbitro deve avere la propria discrezionalità ma, sui gol, c’è bisogno di uno strumento che ti dica se la palla ha varcato o meno la linea. In Inghilterra c’è, il Germania la introdurranno l’anno prossimo. Credo che, dal prossimo anno, avremo questo strumento del gol non gol”.

Fonte: Repubblica

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