ROMA – La seconda giovinezza di Francesco Totti sembra non finire mai. Dopo la doppietta nel derby con la Lazio, il capitano giallorosso chiarisce ancora una volta che, per il momento, non vuole saperne di appendere le scarpette al chiodo: “Quando fai gol e batti dei record, è gratificante. Ti aiuta e ti stimola a migliorare ancora” dice a Uefa.com, ribadendo anche come la sua Champions League, nonostante la mancata qualificazione agli ottavi, sia comunque da ricordare. “Se arrivi fino a questo punto nelle mie condizioni vuol dire che sei un professionista esemplare – osserva il fuoriclasse giallorosso, che a 38 anni continua a dimostrarsi un autentico campione -. Non ho vizi, cerco sempre di fare del mio meglio, di mettermi a disposizione della squadra. E cerco di allenarmi un po’ più degli altri se ne ho la possibilità. Dipende tutto da come sto fisicamente”.
Per uno per cui la Roma significa “tutto quello che può desiderare una persona (passione, amore, gioia)”, riconquistare sul campo il traguardo della Champions League diventa ora l’obiettivo principale. “Per tanti anni non siamo riusciti a entrarci, ma penso che questa città e questa società meritino palcoscenici così importanti e prestigiosi. La Roma deve fare sempre bella figura in Europa”. Sono trascorsi tanti anni, quasi 22, da quel lontano 28 marzo 1993, quando Vujadin Boškov fece esordire in Serie A al Rigamonti un Totti non ancora 17enne. “Quando ho esordito a Brescia ero giovane, direi un bambino. Non capivo realmente che cosa volesse dire essere un giocatore professionista – ricorda il numero 10 – Ora ho un’altra esperienza, un altro tipo di vita e un’altra mentalità. Ma posso dire che adesso è ancora più difficile rispetto ad allora”.
“MI DIVERTO, HO PASSIONE E POSSO ANCORA FARE BENE” – L’album dei ricordi è ricco anche per quanto riguarda la Champions League. “L’esordio – va a ritroso con la mente Totti – fu in una serata molto particolare, la partita contro il Real Madrid (l’11 settembre 2001, quando ci furono gli attacchi alle Torri Gemelle, ndr)”. Difficile dimenticare anche il tracollo per 7-1 sul campo del Manchester United nei quarti dell’edizione 2006-07: “Nessuno si sarebbe mai aspettato un risultato di quel tipo. Poi era andata e ritorno, noi avevamo vinto in casa 2-1 la prima gara e potevamo fare molti piu’ gol”. Totti ha invece due partite che gli stanno particolarmente a cuore: “Il successo al Santiago Bernabeu, perchè quando affronti queste squadre che sulla carta sono più forti di te e riesci a giocartela alla pari è un grande risultato. O la vittoria sul campo del Lione, che non perdeva non so da quanti anni in casa in Champions League”. Sul suo futuro Totti è chiaro: “Non ho ancora pensato a trovarmi un altro lavoro. Mi diverto, ho passione e la possibilità di fare bene. Quando vedrò il momento in cui non ce la farò più, penserò a cosa fare”. Del resto il suo ruolo attuale lo assorbe molto, dentro e fuori dal campo: “Ho un doppio ruolo, da capitano interno e capitano esterno. Il primo è quello piu’ importante, bisogna essere sempre a disposizione della squadra, del mister e della società. Il capitano esterno deve essere a 360° disponibile con la gente e comportarsi sempre nel migliore dei modi”.
“RIFAREI TUTTO QUELLO CHE HO FATTO” – Pochi dubbi anche quando si chiede a Totti di indicare i momenti più duri della sua carriera: “I due infortuni, quelli più gravi, alla caviglia e al ginocchio. Li ho superati con la forza e la determinazione del mio carattere, molto forte: sono riuscito a diventare ancora più grintoso”. Ad allenare per il momento non pensa, ma se dovesse formare una squadra di futsal con compagni romanisti attuali o passati, Totti sceglierebbe “De Sanctis come portiere, poi Maicon e Candela, infine Batistuta e Cassano. Io? Non lo so se posso mettermi…”. Ha legato tutta la carriera alla Roma, altrove avrebbe potuto vincere di più a livello sia personale sia di club, ma il numero 10 non ha rimpianti: “Che consiglio darei a un Francesco Totti oggi 18enne? Di fare le stesse cose che ha fatto Francesco Totti”. as roma
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