Corbo: “Bigon è bravo nel non dire, Benitez plenipotenziario per costruire il futuro e su Inler…”

corbo21ANTONIO CORBO, giornalista editorialista di Repubblica, è intervenuto a “NAPOLI MAGAZINE”, trasmissione radiofonica dedicata al Calcio Napoli, che approfondisce i tempi proposti sul web da NapoliMagazine.Com, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 14.30 alle 16.00, su Radio Punto Zero, condotto da Michele Sibilla e Antonio Petrazzuolo. Ecco quanto ha affermato: “Il ricordo di Pino Daniele riservato dai tifosi del Napoli è stato un momento di grande emozione, anche per la dolce malinconia di quelle note, quelle di ”Napule è”, che richiamano il personaggio Daniele e che ben si prestano prima delle partite e sono rimasto stupito che alcuno giocatori non abbiano interpretato al meglio la partita, d’altronde cosa c’è di meglio di una bella canzone per caricarsi al meglio. In quei minuti mi è passata per la mente la squadra diretta da Pesaola che si caricava ascoltando una canzone di Peppino Gagliardi. Non dimentichiamo che oltre all’assenza di Marchetti e a quella pesante di Felipe Anderson, la Lazio ha giocato anche la Coppa Italia, anche se Benitez supera queste cose perché nella sua filosofia europea di calcio, si può tranquillamente giocare ogni tre giorni. Oggi bisognerebbe ricordare il Napoli di Maradona per dire che quella squadra vinse lo scudetto con sei giocatori provenienti dal vivaio e quindi, di conseguenza, nominare Benitez plenipotenziario tecnico, affinchè costruisca un settore giovanile all’altezza e programmi la crescita tecnica ma anche societaria del club, ma è un’utopia perché oggi non ti danno il tempo necessario per crescere. Mercato? Gabbiadini è un ottimo giocatore ma bisogna capire chi sono i giocatori che servono ed i buoni giocatori. Se Gabbiadini deve essere solo l’alter ego di Callejon resta un buon giocatore, se invece verrà utilizzato come jolly offensivo, sarà anche un giocatore che serve. Bigon è bravo nel non dire, è il suo stile e non ho mai carpito una notizia dalle sue dichiarazioni. Se dice che il Napoli non vuole privarsi di Inler qualcuno dovrebbe chiedergli perché gioca così poco, forse è la panchina che non vuole privarsi dello svizzero. Noi siamo stati fortunati perché abbiamo raccontato il calcio in un’epoca diversa, quando i presidenti erano grandi personaggi, i direttori sportivi erano amici, i giocatori erano abbordabili senza chiedere a uffici stampa o agenti e, soprattutto, non c’erano procuratori. Oggi tutto è cambiato e basta un tweet per fare un articolo o addirittura una pagina di giornale”.

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