Napoli, all’Olimpico col fattore H: Hamsik e Higuain all’assalto del terzo posto

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Benitez s’aggrappa anche al fattore H per riprendere la marcia dopo il ko con la Juve e le polemiche che l’hanno accompagnato. Fattore H, come Hamsik e Higuain. Due calciatori che all’Olimpico si esaltano, tirano fuori giocate da fuoriclasse, vanno spesso a bersaglio. Lo stadio della Capitale, come palcoscenico ideale dove sfoderare i propri numeri da campione. Qualunque sia l’avversario o la competizione. Lo slovacco ha fatto gol alla Roma, alla Lazio e anche alla Juve in Coppa Italia. L’argentino, invece, alla Lazio e all’Italia, nell’amichevole disputata il 14 agosto di due anni fa per omaggiare Papa Francesco.
Anche il fattore H, quindi per tentare di riprendersi il terzo posto in classifica, cancellare l’ultima delusione e lanciare un segnale importante al campionato. Benitez sa quanto sia in grado di incidere un campione del calibro di Gonzalo Higuain se motivato al punto giusto. Non si meraviglierebbe di un’altra prestazione-super in quello stadio che l’ha visto già protagonista nella passata stagione agonistica. Ha provveduto solo a caricarlo e a ricordargli che potrebbe migliorare lo score dello scorso campionato relativo al girone d’andata. Il Pipita arrivò al giro di boa con nove reti, gliene manca una per chiudere in doppia cifra (idem per Callejon).
Piuttosto Benitez s’aspetta gli acuti di Marek Hamsik. E l’Olimpico potrebbe essere un richiamo importante per il capitano che con la Juventus non ha brillato ma che aveva dato evidenti segni di ripresa nella finale di Supercoppa Italiana e anche a Cesena. Hamsik nello stadio della Capitale ha sempre disputato buone prestazioni, gol a parte. E mai come in questo periodo, il Napoli ha bisogno del suo apporto sulla trequarti, dei suoi inserimenti, delle sue giocate sopraffine in zona gol.

IL PIPITA. A Higuain non è andato giù perdere in quel modo con la prima della classe. Attraverso le parole del fratello ha fatto sapere che tiene in maniera particolare ad afferrare la zona-Champions. E che non avrebbe alcuna intenzione di lasciare il Napoli. Quella con la Lazio, dunque, rappresenta per lui una partita-chiave per riprendere la corsa verso la terza posizione, e perché no, anche la seconda. Resta tutto un girone a disposizione per tentare l’impresa. Proprio la Lazio rappresenta la sua vittima preferita. Ben sei reti ha realizzato ai biancocelesti l’argentino nella passata stagione. Sei gol distribuiti tra campionato e Coppa Italia. Ma due di questi hanno assunto un valore inestimabile nello scorso torneo. Higuain li realizzò all’Olimpico proprio contro la Lazio scongiurando così una crisi imminente. Quel giorno, il Napoli reduce da tre ko di fila (2 in campionato ed 1 in Champions) faceva visita ai biancocelesti e sovvertendo ogni pronostico strappò una vittoria fuori casa quanto mai salutare. Merito di Higuain, ovviamente, e anche di Callejon, che trascinarono la squadra fuori da critiche e paure. Benitez corse a ringraziarlo perché il Pipita s’era reso protagonista di una eccellente prestazione. Il 14 agosto del 2013, invece, sempre all’Olimpico Higuain contribuì con un gol e un assist alla vittoria dell’Argentina sull’Italia di Prandelli, il cui onore venne salvato dalla rete di Insigne.

HAMSIK. Lo slovacco, più di Higuain, quando si è esibito nella Capitale, ha sempre sfoderato prestazioni degne di nota. Fu lui a mettere lo zampino nel 4 a 4 con la Roma, a realizzare il gol dell’1 a 1 l’anno dopo, a contribuire al pareggio con la Lazio nel 2010. Poi, il black out dovuto anche al lungo infortunio. Ma ora Benitez s’aggrappa anche alla tradizione positiva dell’Olimpico pur di vedere riesplodere il trequartista slovacco. Hamsik continua a mostrare disagi e finora ha realizzato solo due gol in campionato (e altri due in Europa League). A Doha ed a Cesena, dove era andato anche in gol seppure con la complicità di un difensore e dove aveva servito un assist al bacio per Higuain, si era ben comportato. Sembrava che avesse imboccato la strada giusta, poi di nuovo un passo indietro con la Juve. Ora la Lazio e l’Olimpico, uno stadio che l’ha sempre ispirato.

Fonte: Corriere dello Sport

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