TORINO – Cercasi decima disperatamente. A vent’anni di distanza dall’ultimo successo in Coppa Italia, la Juve vuole il titolo che può accendere una stella d’argento sulla sua casacca. “La società non vince da vent’anni la Coppa Italia, un obiettivo al pari del campionato e della Champions League. Domani a Parma abbiamo l’obbligo e il dovere di conquistare le semifinali”, sprona Massimiliano Allegri. L’impresa vera non è tanto battere la squadra di Donadoni, quanto convincere i bianconeri che quella del Tardini non sarà una allegra scampagnata tra le macerie del club emiliano, ultimo in classifica, senza Cassano e con i giocatori pronti a mettere in mora la società: “La loro situazione societaria non influirà sicuramente: domani non andrà in campo la società, ma ci andranno i giocatori. Hanno voglia e orgoglio, tenteranno il colpaccio in un momento di grande difficoltà. Meglio saperlo, altrimenti usciremo dal Tardini con le ossa rotte”.
Largo nuovamente alla Juve 2, testata con grande successo negli ottavi di finale contro il Verona. “Ho tutti i giocatori a disposizione tranne Tevez, che ha bisogno di fare un po’ di quel lavoro personale che l’infiammazione al ginocchio gli ha impedito di fare – spiega Allegri -. Non mi piace parlare di turnover: manderò in campo la formazione più adatta per giocare questa partita. Il tridente? Può essere una soluzione, deciderò dopo l’allenamento”. L’undici bianconero è praticamente fatto: Storari in porta, Ogbonna e Chiellini al centro, Lichtsteiner e Padoin sulle corsie, il recuperato Pirlo in regia scortato da Marchisio e Vidal (o Pogba), con attacco affidato a Pepe, Llorente e Coman. Su quest’ultimo: “Kinglsey è un classe 1996, ha tanta qualità e la mia stima: domani potrebbe essere della partita”. E il “canadese” Giovinco? “Sebastian ha scelto di andare via, ma questo non vuol dire che se verrà chiamato in causa non sarà all’altezza – prosegue il tecnico livornese -. Devo decidere se sarà titolare oppure se entrerà in corso d’opera. Ha la testa già a Toronto? Giovinco si sta allenando bene e metterà il piede, da vero professionista. Se non fosse psicologicamente in grado di giocare, allora alzerebbe la mano e lo direbbe tranquillamente”.
A proposito di trequartisti, la possibilità di mettere le mani su uno svincolato di lusso come Cassano non sembra allettare troppo Allegri: “Antonio è stato importante nella volata scudetto del mio Milan. Detto questo, non mi piace parlare di giocatori non miei. E comunque conosciamo bene le qualità di Cassano, visto che ha 32 anni… E’ imminente l’arrivo di Sturaro, l’altro nuovo acquisto è il recuperato Barzagli, anche se non è ancora al cento per cento. Dopodiché valuteremo se ci sarà la possibilità di fare qualcosa davanti, ma a gennaio è difficile trovare attaccanti di valore e la Juve non compra per il gusto di comprare”.
In chiusura, Allegri “consola” le milanesi (“non sono in grado di dare cosigli a Inzaghi, ma il Milan e l’Inter hanno tutte le possibilità per risollevarsi: non sono così lontani dalla zona-Europa”) e tira a lucido le grandi ambizioni bianconere: “Si può sognare il triplete? Più che sognare, pensiamo a essere competitivi fino alla fine. Possiamo fare un’ottima Champions League, anche se gli ottavi di finale contro il Borussia Dortmund non saranno assolutamente semplici. In Europa dobbiamo essere positivi e propositivi, ma ora pensiamo soltanto alla Coppa Italia e al campionato che è ancora lungo: basta pareggiare un paio di partite e chi insegue ti prende quattro punti”.
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- Protagonisti:
- massimiliano allegri
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