Lazio, Pioli fa il ‘professore’: “Simbolo sul petto conta più del nome”

ROMA – Si è vestito per un giorno da Professore, il tecnico della Lazio Stefano Pioli. Ospite d’onore in un appuntamento di aggiornamento per allenatori all’Università di Tor Vergata di Roma, il mister biancoceleste si è messo a disposizione descrivendo il suo metodo di allenamento e affrontando vari temi. Molto significativa la frase con cui ha concluso il suo intervento: “È più importante il simbolo che portiamo sul petto piuttosto che il nome che c’è sulle spalle. Ognuno di noi deve rinunciare a qualcosa di personale per metterlo a disposizione del gruppo. Essere squadra infatti significa questo: togliere un po’ dell’io in favore del noi”. A tal proposito è arrivata immediatamente la domanda: “Quindi lei non ama giocatori come Balotelli e Cassano?”. Il tecnico ha risposto così: “Non posso valutarli da lontano, dovrei allenarli da vicino per saperlo”.

PIOLI: “IN PARTITA SI GIOCA PER COME CI SI ALLENA” – Pioli ha poi parlato poi di vari aspetti. A partire dal rapporto con il suo staff: “L’allenatore è il responsabile di tutto lo staff. Noi siamo 15 anni che lavoriamo insieme, ci conosciamo bene e parliamo di ogni cosa condividendo tutte le scelte. Quando arriva il momento della partita, però, io sono solo. Quando sono sul campo sono un accentratore”. Da qui si passa verso la sua cura maniacale dei dettagli: “Voglio sapere ogni cosa possibile, tutto. A eccezione però di quello che accade nello spogliatoio, quello è un luogo sacro”. Poi sul suo sistema di gioco: “Con il mio staff abbiamo un progetto, ogni allenatore ha delle priorità dal punto di vista tecnico-tattico. Ma non significa che ci siano sistemi di gioco vincenti. Noi siamo partiti da una base semplice: si gioca la domenica per come ci si allena in settimana. Ecco perché dobbiamo abituare la squadra ad allenarsi bene nel corso della settimana. In allenamento bisogna abituare il giocatore a leggere tutte le situazioni di gioco”.

”DIFENDERE ALTI PORTA VANTAGGI, IN CAMPO SERVE IL MASSIMO” – Per questo si avvale della figura del Match Analyst: “Lo sfruttiamo anche durante l’intervallo della partita. Poi a fine gara, prima di andare in conferenza, ho già tutti i dati dell’incontro appena concluso, così vado in sala stampa sapendo tutti i tiri, il possesso palla, il baricentro della mia squadra”. Interessante anche quando parla della preparazione settimanale alla gara: “Fino al venerdì non pensiamo alla prossima avversaria, ma solo alle nostre situazioni e su dove insistere. Facciamo rivedere tramite video ai nostri calciatori l’ultima partita affrontata, non si va mai a cercare un singolo colpevole ma andiamo ad analizzare dove abbiamo sbagliato per cercare la soluzione più giusta. In campo vogliamo atteggiamento, intensità e qualità. Dai giocatori pretendiamo il massimo. La squadra deve essere sempre compatta, credo che difendere alti sia vantaggioso. Dobbiamo fare in modo che gli avversari non approccino in modo pulito all’azione”.

ss lazio

serie A
Protagonisti:
Stefano Pioli
Fonte: Repubblica

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