MILANO – “Qualcuno sul 2-0 giochicchiava”, non le manda a dire Roberto Mancini, affranto, forse più arrabbiato, dopo il 3-3 finale nella gara contro il Celtic giocata a Glasgow. I nerazzurri da tempo non iniziavano conquistando un vantaggio di 2 reti a zero dopo il primo quarto d’ora di gioco. La strada imboccata sembrava quella giusta, non solo in vista dei sedicesimi di ritorno di Europa League, anche per la squadra che finora solo a tratti aveva mostrato di esserci e di saper giocare a pallone senza paura e di aver acquisito un pizzico di personalità e autostima. Poi qualcosa è accaduto: i nerazzurri, come Narciso, hanno iniziato ad autocelebrare la propria bellezza nello stare in campo e la bravura per essere avanti di due gol. Il risultato? Raccapricciante: in due minuti l’Inter si è fatta raggiungere sul 2-2. Una beffa che – nonostante i consigli da bordo campo del Mancio – ha fatto perdere la bussola alla squadra. Il tecnico – sergente di ferro – ma, all’occorrenza padre di famiglia, non ha lasciato correre nulla. Nel dopo gara l’amarezza era troppa per poter parlare al gruppo. Lo ha fatto, invece, oggi il tecnico. Nel mirino tutti, ma in particolare i centrocampisti, che si muovevano leggiadri e incuranti che la sfida fosse appena iniziata. E non già al novantesimo. In tal senso sono stati analizzati tutti gli errori commessi.
E così, dopo i passi avanti delle ultime uscite la squadra, attesa dall’esame di maturità, si è invece scoperta una collegiale. In ogni caso, in attesa del ritorno, nulla è compromesso. E’ invece probabile che sia danneggiato senza possibilità di ricucire il rapporto tra Vidic e Mancini. Lo screzio avuto nei pressi della panchina non è paragonabile alla lite con Osvaldo. Ma proprio il caso legato alla punta argentina insegna.
ICARDI: VIA? DEVONO PAGARE L’INTER – “Restare in nerazzurro? Ho cinque anni di contratto qui, ancora me ne mancano tre. Penso che dovrò rimanere qua come ho detto al mio agente”, dice Mauro Icardi ospite del nuovo programma ‘Grand Hotel Chiambretti’, condotto da Piero Chiambretti. “Perché guadagno poco? Non lo so – prosegue l’argentino – dovete chiederlo al mio agente. Forse non è tanto sveglio? Può essere (ride, ndc). Andare in Inghilterra per prendere di più? Prima devono pagare l’Inter”. E sugli stranieri in Italia: “Se sono bravi a giocare a pallone ben venga anche se è vero che un po’ complica l’esplosione dei giocatori del vivaio”.
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- Protagonisti:
- mauro icardi
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