Rugby, Sei Nazioni: Scozia-Italia 19-22

SCOZIA-ITALIA 19-22 (16-15)
SCOZIA: Hogg; Seymour, Bennett (Scott dal 27’ st), Dunbar, Lamont; Horne (Tonks dal 39’ st), Laidlaw (Hidalgo-Clyne dal 35’ st); Beattie (Watson dall’11 st), Cowan, Harley; Gray, Swinson (Toolis dal 30’ st); Murray (Cross dal 35’ st), Ford, Dickinson (Grant dal 27’ st), Allenatore: Cotter.
ITALIA: McLean; Visentin, Morisi, Bacchin, Venditti (Bisegni dal 30’ st); Haimona (Allan al 6’ st), Gori; Parisse, Favaro (Vunisa dal 22’ st), Minto; Furno, Biagi (Fuser dal 27’ st); Chistolini (Cittadini dal 17’ st), Ghiraldini (Ghiraldini dal 27’ st), Aguero (De Marchi dal 17’ st). Allenatore: Brunel. ARBITRO: Clancy (Irlanda)
MARCATORI: primo tempo, 2’ cp Laidlaw, 8’ m. Bennett tr. Laidlaw, 10’ m. Furno, 16’ cp Laidlaw, 18’ cp Haimona, 27’ cp Laidlaw, 37’ m. Venditti tr. Haimona; secondo tempo, 27’ cp Laidlaw, 40’ meta tecnica Italia tr. Allan.CALCI: Laidlaw 4/4; Haimona 2/4, Allan 1/2. GIALLI: Toolis al 39’ st. SPETTATORI: 62.188.
Ci voleva. L’Italia più combattiva e tenace batte la Scozia meno felice e ispirata del Sei Nazioni. Una vittoria cercata, voluta, ma anche studiata e preparata fino all’ultimo respiro. Perché negli ultimi 6 minuti l’Italia ha tenuto la Scozia nei suoi 22, anzi, nei suoi 5 metri, fino a sfondare in meta. Non con un uomo, ma con la mischia. Meta tecnica, per volontario collassamento della “maul”. E dopo la trasformazione di Allan, neanche più il tempo per riprendere il gioco. Tempo che i meteorologi scozzesi definiscono “nice” e quelli italiani retrocederebbero a “nuvoloso”, comunque asciutto. Scozia in maglia rossa, rossa anche di passione, Italia azzurra, ma visto l’inizio, potrebbe essere nera.
LA PARTITA — Il pronti-via è scioccante e sembra allungare il pomeriggio all’infinito. Il “kick off” è preda di Biagi, poi la percussione di Favaro, quindi l’entrata laterale di Minto, punita da un calcio: 3-0 per gli scozzesi dopo 19”. Niente, confronto all’intercetto su passaggio – una telefonata internazionale – di Haimona a Parisse: 10-0 dopo 8’. Ma l’Italia reagisce: carrettino, “rolling maul” e Furno schiaccia. Partita che si gioca anche sulle infrazioni: due piazzati, prima di Laidlaw, poi di Haimona. L’Italia fatica e stenta, la Scozia non seduce e non affonda. Parisse è dovunque, Furno quasi, Biagi migliora a ogni match, Bacchin è convincente nei placcaggi, McLean è la calma olimpica. In compenso Aguero cede nelle chiuse e Visentin sembra pagare l’emozione del debutto. Laidlaw allunga su un nostro fuorigioco. L’arbitro ferma – e poi si scusa per l’errore – una penetrazione di Biagi, mischia e calcio, Haimona potrebbe riequilibrare la distanza, ma centra il palo e sul rimbalzo Venditti segna di prepotenza e anche un po’ di confusione. E così, pur giocando in modo impreciso, l’Italia è sotto di un solo punto. Nel secondo tempo Italia impone il gioco, Allan sostituisce Haimona colpito duro a metà primo tempo. Tensione, stress, incertezze, responsabilità, consapevolezza. Gli scozzesi, in campo e sugli spalti, tremano, e non per il freddo. Allan sbaglia il calcio in mezzo ai pali del possibile sorpasso, poi è la Scozia che per una decina di minuti tenta di sfondare alla mano, ma allunga soltanto con un calcio. Gli azzurri si ripropongono con fiducia e fede. A -6’20” tre mischie consecutive per l’Italia, la terza potrebbe essere decisiva ma viene punita dall’arbitro (affossamento italiano), ribaltando forse una meta tecnica. Ma c’è un’altra opportunità, stavolta sulla destra: Parisse e compagni, anche grazie alla superiorità numerica e fisica, la sfruttano fino in fondo. L’Italia si gode la vittoria. I problemi rimangono: dalla base al vertice. Ma questo successo serve a restituire gioia, soprattutto ai giocatori. Se la meritano.
fonte – la gazzetta dello sport
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Tilde Schiavone

Sono una persona che riesce a star bene con se stessa solo se intorno a lei c' è armonia, questo è il motivo per cui cerco di risolvere i conflitti esistenti tra le persone che mi circondano;non amo i gioielli, specialmente quelli costosi, preferisco gli accessori di poco valore; non amo ricevere in regalo i fiori recisi: preferisco ammirarli nei giardini dove compiono il loro naturale ciclo vitale e non nei vasi dove hanno vita breve..Amo il blues,il canto del dolore, e il mio sogno è raggiungere un giorno quei luoghi che lo hanno visto nascere; Amo gli indiani d' america, la loro spiritualità e la loro cultura. non vivrei senza i dolci e la pizza. Sono campanilista, napolista, meridionalista ...maradonista. Adoro gli animali, ritengo che non siano loro le bestie e sono vegetariana. Non mi piace parlare, quel che sento preferisco scriverlo, so esprimermi meglio con una penna in mano anziché dinanzi a un microfono, amo inoltre il folclore della mia terra e cerco, attraverso l' Associazione Culturale Fonte Nova d cui sono Presidente, di preservarlo e diffonderlo ... e duclis in fundo AMO LA MIA NAPOLI, senza se e senza ma, ringrazio Dio perchè ha fatto sì che nelle mie vene scorresse il sangue del Sud!