Vai Higuain, re di Coppe. Il Napoli dipende da lui

Napoli-Dinamo Mosca Higuain 5

Ritrovarsi, innanzitutto, per poi rimandare al mittente quelle accuse nemmeno tanto velate che Aurelio De Laurentiis non ha risparmiato alla squadra appena una settimana fa, nello sciagurato dopo partita con la Lazio, accecato dalla rabbia per l’eliminazione dalla Coppa Italia. È contrariato, Gonzalo Higuain: l’attacco del presidente l’ha sorpreso e non poco, perché quelle critiche hanno riguardato anche lui e il suo rendimento, ben sotto i suoi standard abituali. Non segna, il Pipita. L’ultimo gol l’ha realizzato all’Inter, in campionato, mentre è abbastanza regolare la sua continuità in Europa. La stessa che proverà a ritrovare stasera, affrontando il Wolfsburg per i quarti di Europa League, l’obbiettivo diventato primario per il club dopo il crollo in campionato e l’eliminazione dalla Coppa Italia.
GOL PESANTI Sono quelli che gli chiede Rafa Benitez, perché il suo progetto non sia un fallimento totale. Scorrendo i numeri viene facile pensare positivo, Higuain è il capocannoniere di coppa: in 12 presenze (2 in Champions e 10 in Europa League) ha realizzato 7 gol, gli ultimi 3 tutti alla Dinamo Mosca, battuta al San Paolo proprio dalla sua tripletta. Le cifre, dunque, sono dalla sua parte, mentre l’attualità racconta che il momento che sta attraversando non è dei migliori. In campionato non segna dall’inizio di marzo: la sua prodezza, quella sera, non servì a battere l’Inter. In realtà, la serie negativa l’avrebbe interrotta domenica se Di Bello, l’addizionale di Damato, gli avesse convalidato un gol netto sfuggito, però, dal suo raggio visivo.
FUTURO IN BILICO Mai come in questo caso l’Europa League è un traguardo imprescindibile per l’attaccante argentino, soprattutto adesso che il terzo posto — e la zona Champions — è lontano 7 punti. Vincendo la seconda competizione europea, il Napoli parteciperebbe di diritto alla prossima Champions, diversamente il progetto tecnico verrebbe rivoluzionato. Dato per scontato l’addio di Benitez, resta in piedi il discorso sul futuro dei suoi adepti tra i quali, proprio Higuain. Lo scenario è abbastanza chiaro: si batterà con tutte le forze per andare via se non dovesse avere la certezza di potersi misurare con le grandi d’Europa. Di sicuro, il Pipita è un uomo mercato, da tempo è seguito da diversi club europei e la destinazione più probabile potrebbe essere la Premier: l’Arsenal non ha nascosto il proprio interesse, mentre giovedì scorso, in occasione della sfida contro la Lazio, in tribuna c’erano alcuni dirigenti del Manchester United che l’hanno visionato per la seconda volta.
SCONCERTATO Higuain e la squadra non hanno gradito l’imposizione del ritiro e, soprattutto, quelle accuse del presidente rivolte a lui e ai suoi compagni. Insomma, il metodo De Laurentiis non è piaciuto a nessuno, è stato interpretato come un tentativo di voler addossare sulla squadra e sull’allenatore le responsabilità per tutto quanto accaduto fin qui, in particolar modo per la carenza di risultati e per il crollo in campionato, senza riconoscere le sue per l’assenza d’investimenti veri. E l’impegno di questa sera col Wolfsburg potrebbe restituire un tantino di serenità all’ambiente e agli stessi giocatori che hanno fatto fronte comune con l’allenatore, stipulando una sorta di patto per provare a recuperare lo svantaggio su Lazio e Roma, in campionato, e per arrivare fino in fondo in Europa League. Dopodiché ciascuno potrà cominciare a programmare il proprio futuro, voglia o non voglia De Laurentiis.

La Gazzetta dello Sport

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