TORINO – E’ possibile che la bomba carta che ha ferito 10 persone all’Olimpico durante il derby Torino-Juventus non sia stata lanciata da tifosi della Juve, ma che questa sia stata confezionata sul posto dagli stessi granata rimasti feriti. E’ l’ipotesi che emerge dai filmati visionati dalla polizia. La relazione è stata consegnata al pm Andrea Padalino, che ha aperto un’inchiesta.
IL BILANCIO DEI FERMI – Sono 15 le persone, tra arreste e denunce, coinvolte nei disordini. Per tutti, assicurano dal Viminale, sarà previsto il divieto di accesso alle manifestazioni sportive (Daspo). Alla lista di provvedimenti già emessi, si vanno ad aggiungere quelli a carico di un tifoso juventino che è stato denunciato per il possesso di fumogeni e di uno steward che ha ricevuto una sanzione amministrativa per aver favorito l’ingresso di un tifoso juventino nello stadio. Le indagini della Polizia, che ha esaminato i filmati disponibili, hanno portato all’identificazione anche di altri due supporter bianconeri, già oggetto di Daspo, che sono stati denunciati per gli scontri al di fuori dello stadio.
MALAGO’: ”CONTRO I VIOLENTI FARE COME THATCHER – “Sono stanco. Le sanzioni del giudice sportivo non sono sufficienti a fare cambiare l’atteggiamento di alcuni signori. Dobbiamo assolutamente andare in linea con le disposizioni legislative assunte dal governo Thatcher contro gli hooligans. Servono sanzioni fuori dall’ordinario. Altrimenti chi paga dazio è il Paese” ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò. “Alfano? Ci siamo sentiti ieri sera e mi ha detto che a breve ci sarà un incontro ufficiale con il mondo del calcio”.
BERETTA: ”SERVE DASPO A VITA” – “E’ stata un’altra domenica molto brutta per il calcio italiano, ci sono stati episodi assolutamente inaccettabili” commenta il numero uno della Lega, Maurizio Beretta. “Noi lo ripetiamo da tempo e speriamo che questa sia la volta buona: bisogna fare un salto di qualità nel sistema di accertamento delle responsabilità e in quello delle sanzioni. Ormai è evidente che in questi casi non funziona la responsabilità oggettiva, serve invece individuare i singoli responsabili e sanzionarli in maniera pesante sia sul piano sportivo, con Daspo anche a vita, sia sul piano strettamente penale. Deve essere previsto un apparato sanzionatorio adeguato alla gravità dei reati commessi”.
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