L’AVVERSARIO – IL DNIPRO ULTIMO SCOGLIO PER VARSAVIA

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Dall’urna di Nyon il Napoli ha pescato in semifinale di Europa League gli ucraini del Dnipro, attualmente al terzo posto in campionato, alle spalle di Dynamo Kiev e Shaktar.
La squadra allenata da Markevich a luglio ha perso i playoff per l’accesso alla Champions contro il Copenaghen (0-0 in casa, sconfitta per 2-0 in terra danese). In seguito, ha vinto lo spareggio contro i croati dell’Hadjuk Spalato (2-1 in casa, 0-0 in Croazia) per l’accesso ai gironi della Uefa Europa League, dove nel girone becca l’Inter, il St.Etienne e gli azeri del Qarabag.
L’inizio non è proprio dei migliori: sconfitta in casa contro l’Inter e il Qarabag e soltanto un pareggio in Francia contro il St.Etienne, ma il Dnipro subito si riscatta in trasferta e al ritorno contro gli azeri ottiene un’importante vittoria per 1-2. A Milano nuovamente una sconfitta, per 2-1, ma nulla è perduto: grazie alla vittoria in casa per 1-0 contro il St.Etienne e la contemporanea sconfitta del Qarabag contro l’Inter (fa ancora discutere la rete annullata in quella gara agli azeri proprio contro i nerazzurri, che gli sarebbe valsa di fatto la qualificazione), ottiene il pass per i sedicesimi di finale come seconda classificata nel girone, dove incontra l’Olympiakos: vittoria in casa per 2-0 e pareggio per 2-2 in Grecia.
Agli ottavi ci sono i quotati olandesi dell’Ajax: andata sempre in casa e vittoria per 1-0. Al ritorno sono serviti i tempi supplementari e un gol al 97′ di Konoplijanka per la qualificazione: a nulla è valso il gol del 2-1 al 117′ degli olandesi, in virtù del gol segnato in trasferta.
Eccoci ai quarti, dove c’è lo scontro contro il Club Brugge: pareggio a reti bianche in Belgio e vittoria per 1-0 in casa grazie alla rete siglata all’ 84′ dal subentrato Skakhov.
La squadra ucraina gioca con 4-2-3-1, proprio come il Napoli. La solidità difensiva (appena 12 reti subite in campionato, seconda miglior difesa) è data da un ottimo coordinamento tra i reparti: la squadra raramente si sbilancia e lascia pochissimi spazi liberi agli avversari. La difesa è comandata dal brasiliano Douglas, alto 1,90 che si fa rispettare sulle palle alte. Al suo fianco, a turno, ci sono Papa Gueye e Cheberyachko. I due terzini hanno compiti diversi: a sinistra il brasiliano Leo Matos ha compiti più offensivi mentre Fedetsky a destra resta spesso basso. I due mediani davanti alla difesa sono Rotan e Kankava, che non sono propriamente impeccabili dal punto di vista tecnico, ma comunque in grado di fare filtro, dando la giusta protezione alla difesa.
In attacco il Dnipro si basa molto sulle giocate dell’ala sinistra numero 10 Konopljanka, il gioiellino ambito da tanti club europei: può giocare in tutti i ruoli alle spalle della punta, è dotata di un tiro forte e preciso e può contare sulla rapidità e su un bagaglio tecnico notevole. Al centro gioca Bezus, più seconda punta che trequartista. Veloce e con buona tecnica, è molto bravo ad inserirsi in zona goal. A destra ultimamente ha giocato il giovane Luchkevych in grado di coniugare la capacità di offendere ad un’ottima fase difensiva. Nel ruolo di centravanti la prima scelta è il croato Kalinic, punta di buona esperienza internazionale; la seconda scelta è Seleznev, 30enne attaccante dotato di una buona fisicità.
C’è però qualche problema a livello di infortuni: l’ex viola Mazuch è alle prese con un problema a un ginocchio, così come il nazionale Zozulya e Matheus, ma non è escluso il recupero di almeno uno dei tre per l’andata contro il Napoli. Al momento, sono loro i principali punti interrogativi del tecnico ucraino: tutti e tre hanno saltato sia l’andata che il ritorno del quarto di finale superato contro i belgi del Bruges.
Il penultimo scoglio dunque si chiama Dnipro: Benitez saprà motivare a dovere i suoi ragazzi, non bisogna avere la presunzione di avere già in tasca la finale di Varsavia, la partita va giocata con concentrazione ed abnegazione, e siamo sicuri che non accadrà quello che (purtroppo) è avvenuto tante, troppe volte in campionato.

Giuseppe Di Marzo

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