8′ Paloschi (C), aut. Izco 20′ (C), 25′ Toni (H), rig. 39′ Pellissier (C)
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Qualche problema in difesa per il Chievo, nel suo 4-4-2 costretto a fare a meno di Zukanovic e Frey (oltre al lungodegente Mattiello). Maran sa bene che queste partite, oltre che con il fiato, si vincono anche con l’esperienza e la testa. La prima ce la mette Pellissier (preferito a Meggiorini), la seconda Paloschi, che sblocca dopo otto minuti proprio su assist di Pellissier. Con l’avversario bravo a concede pochi spazi, la reazione dell’Hellas arriva dalle palle inattive, ed è su queste che mette in atto il suo ribaltone: al 20′ il pareggio con l’autorete di Izco, sei minuti dopo il sorpasso con la rete numero 148 di Toni in Serie A (19.a in questa stagione). A Mandorlini, però, non basta. Preoccupato dalle incertezze della difesa, si sgola con i suoi. Non lo ascolta Rodriguez, che al 38′ spinge in area Pellissier e concede all’attaccante aostano il rigore del 2-2 (6° gol stagionale). Si va al break dopo un tiro di Toni deviato sulla traversa da Dainelli. Niente male come primo tempo.
Nella ripresa meglio il Chievo, padrone in mezzo al campo e che costringe gli “ospiti” a chiudersi nella propria metà. Qui, sulla mediana dell’Hellas, le assenze di Sala e Greco pesano parecchio, mentre a sinistra Tachsidis va troppo spesso in affanno. Così, per non correre troppi rischi, Campanharo prende il posto di Hallfredsson e Valoti quello di Gomez. La partita di Campanharo, però, dura poco: nel finale gli viene preferito Lopez, e il brasiliano non la prende benissimo. E non la prende benissimo, in questo caso la palla, nemmeno Botta. Poco dopo, infatti, fallisce la chance per riportare avanti il Chievo. Ma il derby è stato bello così, la classifica dice che ci si può accontentare.
