Lazio, Keita l’eroe per caso con la valigia in mano

ROMA  –  Dall’urlo di sfogo a Shanghai, a quello di gioia all’Olimpico. Un po’ troppo esagerato il primo, decisamente naturale il secondo. Perché sì, Keita Balde Diao è stato uno dei migliori della Lazio durante la preparazione estiva e contro la Juventus in Supercoppa, probabilmente, avrebbe meritato una chance. Legittimo non sia stato felice, perché restare a guardare i compagni per tutti i 90 minuti non fa piacere a nessuno che abbia un minimo di ambizione, ma una panchina a vent’anni e al primo appuntamento stagionale non può giustificare uno sfogo del genere. Non può essere quell’unica scelta, insomma, a far comprendere la valutazione complessiva dell’allenatore nei confronti di un giocatore.

PER CEDERE KEITA LA LAZIO VUOLE ALMENO 15 MILIONI – Un ragionamento apparentemente semplice, che però un ragazzo di vent’anni può analizzare in modo distorto, soprattutto se chi ha l’importante e delicato compito di consigliarlo gli fa credere che sia meglio cambiare aria (e di conseguenza incassare nuove commissioni) per avere più spazio. Anche per questo, nel suo sfogo a Shanghai, Keita ha chiesto la cessione nel confronto con Lotito sul campo alla fine della partita. Il presidente lo ha ascoltato, ha tentato di farlo riflettere e di fargli capire che stare dietro a due giocatori come Felipe Anderson e Candreva non è semplice, ma che la Lazio punta su di lui per il futuro e per il presente che vedrà la squadra sicuramente impegnata in tre competizioni. Almeno sul momento, le argomentazioni non hanno convinto Keita e il suo entourage si è presentato pochi giorni dopo nel centro sportivo di Formello per portare le offerte ricevute. Ne hanno messe sul piatto 4-5, ma nessuna di queste soddisfa le richieste della Lazio, che per cedere il talento prelevato dalla “cantera” del Barcellona due anni fa vuole almeno 15 milioni. Tra le varie squadre che hanno mostrato interesse (ma non a queste cifre) ci sono Inter, Fiorentina, Genoa, Valencia e pure il Bayer Leverkusen.

DALLA PANCHINA AD ATTACCANTE INDISPENSABILE – Sì, proprio i tedeschi a cui Keita ha segnato la rete che nelle casse della Lazio potrebbe portare più del doppio dei 15 milioni del suo cartellino. Dopo il gol, un pizzico di orgoglio gli suggeriva di non esultare, ma la gioia era troppo forte per essere mascherata da una non esultanza artefatta e costruita a tavolino precedentemente (sempre con il “prezioso” supporto esterno). Ha urlato di rabbia, Keita. E stavolta è stata quella giusta. Ha agito di impulso e proseguito la sua corsa sotto la Curva Nord, che subito dopo ha alzato il coro in suo onore: “Siam venuti fin qui per vedere segnare Keita”. Lui sul campo è rimasto appartenente impassibile, ma dentro di sé era al settimo cielo. Alla fine della partita stavolta non era rabbioso, ma felice. Ha sorriso a tutti, anche a chi gli ha chiesto se questo gol avesse rimesso a posto la situazione: “Non è il momento di parlare del futuro, parliamo di campo”, ha glissato superando agilmente la domanda come ha superato la difesa del Bayer. Quella che si troverà ad affrontare anche nel ritorno probabilmente, perché dal “panchinaro” che era a Shanghai, Keita si è ritrovato titolare e unico attaccante a disposizione dopo gli infortuni di Djordjevic prima e Klose poi.

L’INFORTUNIO DI KLOSE E IL NUOVO CASO MORRISON – “Credo sia grave”, ha ammesso lo stesso Miro quando gli è stato chiesta l’entità dell’infortunio che lo ha costretto a restare negli spogliatoi nell’intervallo. In tarda mattinata è arrivato poi il comunicato medico del club biancoceleste: “Per Miro Klose si sospetta una lesione muscolare al flessore della coscia sinistra, domani faremo gli accertamenti del caso in modo da poterci esprimere anche sui tempi di recupero”. Si parla di 1-2 mesi di stop, che spingono la Lazio ad accelerare per portare a Formello una punta nuova di caratura internazionale. Per il momento ci penserà Keita e chissà che questo gol (entourage permettendo) non sancisca la pace definitiva e la chiusura del caso. Nel frattempo però ne nasce un altro, inaspettato. A Formello si sta tenendo un colloquio tra gli agenti di Ravel Morrison e il ds Tare: l’inglese non si sente considerato abbastanza (anche in questo caso, valutazione fatta dopo due partite ufficiali) e avrebbe manifestato la sua intenzione di tornare al Qpr.

ss lazio

serie A
Protagonisti:
Keita balde diao

Fonte: Repubblica

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