Dal mercato una Juve con tanti dubbi. Ma Allegri è fiducioso: ”Reagiremo subito”

ROMA – La Juve a zero dopo centottanta minuti di campionato è una novità assoluta, che Allegri è stato bravo a prendere sul ridere: “In un modo o nell’altro, entro sempre nella storia”. Ma non era il modo che avrebbe voluto, questo. Né avrebbe voluto la squadra di queste prime due giornate, quella che all’Olimpico è stata sovrastata (61 a 39) nel possesso palla, caposaldo della filosofia calcistica allegriana, e che ha ceduto senza lottare: “Non abbiamo vinto un contrasto, loro erano più cattivi di noi, e questo mi ha fatto arrabbiare” ha denunciato l’allenatore, con l’aria di uno che non vede l’ora che passi la nottata. “Lavorare per aggiustare quello che non va, inserire i nuovi e non piangersi addosso: reagiremo subito!”, ha twittato dopo il tracollo dell’Olimpico.

Il mercato ha destrutturato la Juve. Prima ne ha smontato la spina dorsale (Pirlo, Vidal, Tevez), poi si è avvitato in una ristrutturazione che a un certo punto è diventata confusa e che senz’altro ha confuso la squadra, che nelle prime due giornate ha giocato in maniera approssimativa, superficiale, talora nervosa, come se pure i giocatori ritenessero queste partite una specie di passaggio verso chissà che cosa. O una tassa da pagare alle incertezze programmatiche.

Di fatto, il lavoro di Allegri ricomincia oggi. Anzi, ricomincerà tra chissà quando, perché per una decina di giorni lavorerà soltanto sui rimasugli, visto che due terzi della rosa è stata richiamata dalle nazionali e l’allenatore (che perlomeno avrà Marchisio e Morata, risparmiati da Italia e Spagna) potrà approfondire la teoria, mica la pratica. “Per fortuna stasera il mercato finirà. A quel punto saprò quali giocatori avrò a disposizione e su quale sistema di gioco insistere”. In pratica gli toccherà di ricominciare non da capo ma quasi, e di fatto la Juventus si presenterà alla più importante delle partite del girone di Champions (Manchester, 15 settembre) senza un’adeguata sperimentazione alle spalle.
Allegri non ha fretta. Cerca anche di non avere ansia. Sapeva che l’annata avrebbe dovuto prenderla con le pinze, che le incognite sarebbero state molte e che ci sarebbero stati dei prezzi da pagare, alla ristrutturazione della squadra. Ma di certo non immaginava, o non sperava, che la squadra si sarebbe completata solamente all’ultimo minuto. In mattinata è arrivato a Torino il gabonese Mario Lemina, ex compagno di Pogba nelle under francesi (poi ha scelto di giocare per il suo paese di origine), che servirà soprattutto a tappare un vuoto numerico a centrocampo, dove sono partiti in due, Vidal e Pirlo, e ne è arrivato uno solo, il cagionevole Khedira. Ma il giocatore di qualità, mezzala o trequartista che fosse, non è arrivato e se arriverà sarà un ripiego, tipo Hernanes.

La Juve, intendiamoci, resta una squadra fortissima, a livello di potenzialità, ma sono state proprio le incertezze di queste settimane a minarne la solidità, soprattutto nel momento in cui il gruppo ha perduto tre leader, tre punti di riferimento non solamente tecnici. A questo punto, quale effetto faranno due settimane all’ultimo posto, sullo stesso livello delle neopromosse? juventus

serie A
Protagonisti:
massimiliano allegri
Fonte: Repubblica

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