Corbo su ADL: “Affidare un monologo a una sola radio è una ingenuità colossale”

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Aurelio De Laurentiis si sente ancora un grande comunicatore. Lo è stato. Oggi deve la sua crescente impopolarità proprio ad errori di comunicazione. Quando i tempi e i risultati erano generosi nel premiare il suo indiscusso intuito manageriale, era anche simpatico. Gli si perdonava tutto, perché le vittorie nascondevano bene la sua teatrale superbia di signore del cinema sul dehor caprese del Quisisana, come le sue esuberanti scenate davanti alla Lega, con la fuga sul primo motorino. Oggi reagisce male alle sconfitte. Il suo orgoglio gli vieta di riconoscerle, ma anche di analizzarle. Perché gli gira contro nei rapporti con il pubblico? Manca una mente tecnica, in grado di farsi ascoltare come accadde con Pierpaolo Marino. Da qualche tempo il presidente ascolta solo se stesso, e qualche sprovveduto consigliere. Spende di più e male, incassa e piace meno, annuncia e non realizza. Non sempre è colpa sua, anzi. Si è isolato dai tifosi e da se stesso per qualche errore. Anche a Porto Rotondo amici di mezza Italia, gente di altre città e bandiere, mi chiedono che cosa accada al Napoli. Provo sempre a giustificare De Laurentiis. Qui, il Graffio non ammette diplomazia. Ci si dice sempre tutto, con lealtà e tempismo. Almeno due errori. Rilevanti.

1) Esce sconfitto dal mercato del calcio, come da una vicenda politica, ha un solo modo per riattivare il miglior contatto con il suo pubblico. Deve affrontare le domande, le più insidiose. Affidare un monologo a una sola radio è una ingenuità colossale, oltre a mettere a disagio il giornalista di una emittente ufficiale.

2) De Laurentiis si vantava del primato del suo Napoli nella grigia economia di Napoli. Era, il suo club, il cavallo bianco costretto a correre con mediocri ronzini. Accadde così quando ebbe il merito di prendere il Napoli, con una geniale operazione finanziaria. Mentre crollavano penosamente le cordate istituzionali. Oggi no, oggi giustifica il mercato incompleto ricordando le criticità di Napoli e Pompei. Rifletta l’amico Aurelio: ha ammesso egli stesso che il Napoli vincente era un’eccezione in positivo, ora ha attaccato il suo club al rimorchio di una città in palese sfacelo.

P.s. Il caro amico mi invita a correggere il giudizio su Cristiano Giuntoli dopo le mie critiche per il contratto lasciato in bianco, per mancanza di tempo. Delle due l’una: acquisti un nuovo orologio o cerchi un contatto migliore con i giovani cronisti del mercato.

Antonio Corbo per repubblica.it

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